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Protesi all’anca con “sistema navigato” Intervento innovativo all’ospedale Murri

Intervento di protesi all'anca questa mattina all'ospedale Murri con "sistema navigato". "Primo passo di avvicinamento alla robotica" spiega il primario di ortopedia e traumatologia, Federico Lamponi. L'intervento è riuscito e la paziente già domani potrà muovere i primi passi.
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di Sandro Renzi
Ospedale Murri all’avanguardia negli interventi di protesi all’anca. Questa mattina è stato eseguito un intervento ortopedico innovativo. E’ stata infatti posizionata una protesi tramite “sistema navigato”. La navigazione computerizzata è una procedura che supporta il chirurgo durante l’operazione fornendo dati precisi, visivi e numerici, sul suo operato.  Nel caso specifico, permette di posizionare le componenti della protesi, che sostituisce l’articolazione, in modo corretto. In sostanza il chirurgo viene affiancato da una tecnologia che gli consente di conoscere le misure e la posizione dell’anca malata e di sostituirla con la protesi che viene applicata con un sistema tipo gps, in modo da ripristinare l’anatomia normale. “Un po’ come guidare una macchina con o senza navigatore: si può avere un’idea di dove si è ma è il navigatore a dare l’esatta posizione e le indicazioni esatte. Questo tipo di procedura è un primo passo di avvicinamento alla robotica” spiega il dott. Federico Lamponi, primario dell’Uoc ortopedia e traumatologia del nososcomio fermano.
Il sistema navigato fornisce quindi dati sulla posizione della componente della protesi che si inserisce sul bacino, sulla lunghezza dell’arto malato e sulla lunghezza che si ottiene con la protesi prima di impiantarla definitivamente. Questo consente di poterla modificare in modo da ottenere la lunghezza ottimale. “Ci fornisce inoltre dati sull’offset, che consiste nel dare la corretta posizione dell’anca lateralmente in modo da bilanciare i muscoli (glutei). I dati ottenuti di corretta posizione del cotile di lunghezza e Offset (lateralizzazione del femore) permettono di ottenere un’anca stabile. Questa procedura è stata applicata alla via chirurgica anteriore che permette già di proteggere i muscoli. Il beneficio per il paziente è quindi sottoporsi a un intervento chirurgico dove vengono salvaguardati i muscoli che vengono bilanciati posizionando la protesi in modo corretto” prosegue Lamponi. L’intervento è perfettamente riuscito e la paziente,  già mobilizzata e seduta nel pomeriggio, domani potrà muovere i primi passi ovviamente con i supporti del caso. “Questa procedura fa parte di una serie di innovazioni che ho voluto introdurre nella Unità operativa da me diretta insieme alla mia equipe medico-infermieristica. Ci stiamo già da tempo occupando di medicina rigenerativa, in cui credo molto e penso sarà il futuro della nostra professione come le cellule mesenchimali da grasso sottocutaneo per uso intra-articolare, i fattori di crescita da pappa piastrinica come stimolo alla rigenerazione ossea  e nel trofismo dei tessuti tendinei, l’utilizzo di approcci mininvasivi nella chirurgia protesica di anca ginocchio e spalla, l’implemento di tutte le procedure riparative artroscopiche che interessano spalla anca e ginocchio e infine le procedure chirurgiche di revisione dei fallimenti degli impianti protesici” spiega ancora il primario. “Giornata che  mi rende particolarmente felice non soltanto per il resoconto prestazionale che nel nostro nosocomio giudico di ottimo livello, ma anche  per il fatto che oggi sono stato contattato telefonicamente per la prima volta dopo sei mesi dal dr. Flavio Zura, ortopedico della mia equipe, che è stato pesantemente colpito dal Covid nel gennaio scorso e che fortunatamente ha potuto riguadagnare il suo domicilio dopo sei mesi di ricoveri”.

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