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La Prefettura pone la prima mattonella post sisma: firmato il protocollo per l’assunzione dei lavoratori per la ricostruzione

FERMO - A cinque anni dal sisma del 24 agosto 2016 che ha lacerato il centro Italia, il Prefetto Vincenza Filippi e il delegato del Commissario Straordinario per la Ricostruzione hanno messo nero su bianco l'accordo d'intesa che sarà applicato in tutti i cantieri pubblici e privati al fine di prevenire il lavoro nero, il dumping contrattuale, i fenomeni elusivi, la concorrenza sleale, l'evasione contributiva ed i fenomeni infortunistici
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di Leonardo Nevischi

A cinque anni dal sisma del 24 agosto 2016 che ha lacerato il centro Italia la Prefettura di Fermo sembra aver finalmente posto la prima mattonella per la ricostruzione. Questa mattina, infatti, presso la sede di Corso Cavour, ha avuto luogo la firma del Protocollo per l’assunzione dei lavoratori da impegnare nella ricostruzione ai sensi dell’art. 35, comma 8° della legge n. 229 del 15 dicembre 2016 di conversione del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

L’accordo è stato messo nero su bianco dal Prefetto di Fermo, Vincenza Filippi, e dal delegato del Commissario Straordinario per la Ricostruzione post sisma del 2016, Giovanni Legnini, e da tutti i componenti del tavolo permanente istituito per la materia con il decreto legge citato e composto dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Marche, dall’Agenzia regionale sanitaria Prevenzione e promozione della salute nei luoghi di vita e di lavoro, dal Dipartimento di Prevenzione Sicurezza cantieri coordinamento regionale, dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, dall’Ispettorato territoriale del lavoro Ascoli-Fermo, dall’Inps Fermo, dall’Azienda Sanitaria Locale, dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, dall’Asur Area vasta 4 nella figura del nuovo direttore Roberto Grinta, dall’Inail Fermo, dalla Filea Cgil Fermo, dalla Filca Cisl Fermo, dalla Feneal Uil Fermo, dalla Cassa Edile delle Marche di Ancona, dalla Cassa edile di Ascoli e Fermo, dall’Ance Fermo, dalla Confindustria Fermo, dalla Confartigianato Imprese di Fermo, dalla Cna di Fermo, dall’Ente scuola edile organismo provinciale paritetico Ascoli-Fermo.

Il protocollo prevede due apposite liste di prenotazione per l’accesso al lavoro che si articolano in due distinte sezioni, una per i lavoratori residenti nei territori interessati dagli eventi sismici un’altra per i lavoratori non residenti. Per residenti si dovrà intendere residenti in uno dei comuni di cui agli elenchi allegati al decreto legge n.189 del 2017 mentre la tenuta delle liste di prenotazione dovrà essere a livello provinciale.

Le imprese in regola che intendono assumere lavoratori dovranno attingere obbligatoriamente da dette liste, senza però l’obbligo di preferire la sezione dei residenti e senza l’obbligo di rispettare eventuali graduatorie. L’accesso alle liste è a domanda, anche per via telematica, da parte del lavoratore interessato e le stesse saranno tenute presso il Centro per l’impiego e le Casse Edili con modalità informatiche.

Il protocollo, che sarà applicato in tutti i cantieri pubblici e privati connessi alla ricostruzione post sisma 2016, ha la finalità di assicurare una ricostruzione post sisma che possa garantire lavoro, salute e sviluppo del territorio. Pertanto si pone l’obiettivo di prevenire il lavoro nero o grigio, il dumping contrattuale, i fenomeni elusivi, la concorrenza sleale, l’evasione contributiva, i fenomeni infortunistici ma anche di sostenere iniziative di informazione verso la committenza pubblica e privata per agevolare la corretta applicazione del quadro normativo di riferimento, fatte salve le specifiche competenze in materia dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro cui spetta anche il coordinamento delle azioni di contrasto al lavoro irregolare.

La firma, inoltre, è stata introdotta del Prefetto Carmine Valente, Direttore della Struttura di Missione prevenzione e contrasto Antimafia Sisma 2016, presente in collegamento mediante videoconferenza da Roma, che ha definito il protocollo come “il frutto di un lavoro laborioso. Mancava una cabina di regia che non dovesse fare altro che far funzionare le cose nella provincia nell’ambito della ricostruzione. L’accordo funge da terza gamba: la prima è quella dell’antimafia mentre la seconda è quella dell’Anac in relazione alla corruzione”.

La conclusione dell’iter di approvazione del protocollo costituisce un traguardo importante per tutta la comunità territoriale dal momento che rappresenta una tappa fondamentale nel processo di rinascita dopo il sisma nel segno della legalità e della sicurezza.

 




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