«Zes, non si può più attendere», Forza Italia preme per l’accelerazione

IMPRESE - Cangini, Marcozzi, Aguzzi e Pasqui all'unisono: «All'interno della Zona economica speciale, infatti, le imprese già operative o di nuovo insediamento possono avere numerosi e fondamentali benefici: un credito di imposta fino al 95% degli investimenti effettuati, la riduzione fino al 50% delle imposte Irpef e Ires, la semplificazione doganale e amministrativa»

Da dx Andrea Cangini, il ministro Mara Carfagna, Jessica Marcozzi e Stefano Aguzzi

«Zes, non si può più attendere. Urge traghettare le Marche in Zona economica speciale». E’ quanto rimarcano in una nota stampa il senatore Andrea Cangini, la capogruppo regionale FI, Jessica Marcozzi, l’assessore regionale Stefano Aguzzi e il consigliere regionale, e vicepresidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui.

«Per Forza Italia – rimarcano infatti i quattro esponenti azzurri – la Zes è da sempre una priorità assoluta. E ci siamo mossi fin dallo scorso anno, a tutti i livelli, per consentire alle Marche, lo ricordiamo una regione in transizione a seguito della sottoscrizione dell’accordo di partenariato tra UE e Italia, di accedere alle agevolazioni previste dalla Zes. Grazie al governo Draghi con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, abbiamo ottenuto l’importante risultato. Le associazione di categoria e le imprese ora chiedono con urgenza l’individuazione delle zone di interesse».

«All’interno della Zona economica speciale, infatti – spiegano i forzisti – le imprese già operative o di nuovo insediamento possono avere numerosi e fondamentali benefici: un credito di imposta fino al 95% degli investimenti effettuati, la riduzione fino al 50% delle imposte Irpef e Ires, la semplificazione doganale e amministrativa.  Altre Regioni del sud lo hanno fatto, da ultima l’Abruzzo con il porto di Ancona. Noi, nelle Marche, non possiamo più attendere.

Jessica Marcozzi e Gianluca Pasqui con il ministro Carfagna

I nostri territori, infatti, sono da troppo tempo afflitti da una crisi economica dilagante, aggravata dal terremoto e dalla pandemia. E ora sono arrivate anche le sanzioni alla Russia. Sappiamo bene che queste incideranno in maniera devastante sul nostro tessuto produttivo. Le Marche saranno tra le prime regioni in Italia a subirne le conseguenze. Anzi le ripercussioni della stretta economica alla Russia le stiamo già vivendo severamente sulle nostre tasche. E il distretto fermano maceratese è quello che subirà con maggiore impatto le sanzioni. La Russia, infatti, è partner principale nell’export del settore calzaturiero. Da mesi, con una comprensibile impennata, le associazioni di categoria per conto delle nostre centinaia di imprese, chiedono sostegno alla politica, sia nazionale che regionale. E noi non possiamo tentennare. Il rischio del collasso produttivo e di conseguenza economico e occupazionale nella nostra regione si fa sempre più concreto. La Zes è una strada obbligata per provare a rinascere, uno strumento essenziale per il rilancio economico e occupazionale dei nostri territori che consentirebbe oltretutto di attirare investimenti e rivitalizzare il tessuto industriale ridotto alla canna del gas. La Zes è, dunque, un’opportunità unica, come hanno ben compreso le associazioni di categoria, per favorire la crescita di quelle aree della Regione maggiormente in difficoltà attraverso lo sviluppo e l’ampliamento di imprese già operanti e favorendo al contempo l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali».


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