Il viceministro Castelli a Fermo: “Soluzioni spot servono a poco, meglio riforme strutturali”

FERMO - La vicaria del dicastero all'economia in visita al calzaturificio Giovanni Fabiani: "La Zes? E' uno strumento, ma non è la soluzione, serve altro"

di Pierpaolo Pierleoni

Ha fatto tappa a Fermo nel primo pomeriggio, la viceministra all’economia Laura Castelli, ospite al calzaturificio Giovanni Fabiani, alla zona industriale di San Marco alle Paludi. Un incontro di circa mezzora, per dialogare con l’imprenditoria fermana, ascoltare la preoccupazione di chi vive una fase di grande fragilità ed incertezza. Ad accoglierla anche il prefetto di Fermo, Vincenza Filippi, ed il questore Rosa Romano.

«Siamo consapevoli di una fase molto delicata, alcune misure sono state varate negli ultimi giorni riguardo all’energia, da parte del mondo dell’impresa occorre intanto garantire che procedano le forniture e si possa continuare ad immaginare le prossime stagioni. Occorre riorganizzare la logistica, le aziende chiedono aiuto, non solo economico. L’aumento di materie prime ed energia ha fatto lievitare i costi di produzione e il Governo ha l’obiettivo forte di un coordinamento europeo. Serve accompagnare le aziende nell’apertura di nuovi mercati, c’è chi si è saputo organizzare autonomamente, lo Stato può dare un importante aiuto per snellire la burocrazia».

Molto più cauta, anzi scettica, la viceministra, su alcune misure da stanziare nell’immediato, dall’ordine del giorno di recentissima approvazione in Parlamento, per ristori a fondo perduto alle aziende, all’ipotizzato taglio dell’Iva sui prodotti calzaturieri (richiesta avanzata nei giorni scorsi al Micam). «Degli interventi sono stati previsti, sull’incremento della cassa integrazione ci siamo per garantire l’occupazione nell’immediato, ci sono stati interventi spot su benzina ed energia, ma dobbiamo pensare soprattutto a cosa serva per andare avanti. Ristori a fondo perduto sono interventi limitati, mentre la richiesta che sentiamo anche da parte delle aziende stesse, è quella di riforme strutturali, di aiuto nella riorganizzazione degli ordini, di una logistica che sappia conquistare nuove aree e mercati».

Le sanzioni alla Russia, secondo Castelli, «sono state inevitabili e necessarie per affamare l’economia di un Paese che ha aggredito uno Stato sovrano. Sappiamo che per chi, come parte del settore calzaturiero, lavora molto con la Russia, questo comporta conseguenze severe. Ma ci sono gli strumenti per consentire la continuità delle filiere produttive, ragioniamo ad esempio sui fondi di garanzia».

Non esprime particolare entusiasmo, la viceministra Castelli, sul riconoscimento del distretto calzaturiero come Zes, Zona economica speciale, tema spesso dibattuto nelle Marche. «A mio avviso sono altre le strategie necessarie. Poi vanno bene anche gli strumenti di decontribuzione – conclude la viceministra all’economia – purché non droghino la concorrenza ed il mercato, può essere un discorso ostico, ma è quello che abbiamo vissuto. Non sono queste le soluzioni per un mercato fatto di concorrenza globale».


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