Dehors, politica e categorie si mobilitano: stop al tributo per l’occupazione del suolo pubblico

PORTO SAN GIORGIO - Da domani i pubblici esercizi torneranno a pagare la tassa per l'occupazione del suolo pubblico sospesa negli ultimi due anni a causa del covid. Si mobilitano le categorie e si mobilita anche la politica per chiedere al sindaco Nicola Loira una sospensione o una riduzione del tributo.

Si mobilitano le associazioni, si mobilita la politica. Da domani infatti i pubblici esercizi torneranno a pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico sospesa a causa della pandemia negli ultimi due anni. Confartigianato, per voce del suo rappresentante a Porto San Giorgio, Fabio Marini, chiede espressamente al sindaco Nicola Loira di continuare a non pagare l’imposta o, in alternativa, di «ottenere una sostanziale riduzione del tributo visto il momento difficile che la categoria dei pubblici esercizi e commercio sta attraversando». Altre categorie ed altre associazioni si stanno muovendo su questo fronte auspicando un intervento normativo oltre che comunale pure nazionale.

 

La politica, dal canto suo, prende posizione. Lo fa ad esempio Stefano Cencetti del quarto polo. «La politica ha l’obbligo morale e civile di farsi carico delle istanze della collettività e tutelare il lavoro delle attività, che sono gli ingranaggi principali per l’economia del nostro Paese. L’aumento di luce e gas del 40%, delle materie prime e queste norme che stanno penalizzando clamorosamente le attività stesse, stanno affossando definitivamente l’economia e stanno facendo abbassare le saracinesche delle attività del nostro comune, della nostra provincia ed in generale dell’Italia tutta. Se un’attività chiude, oltre a fermare l’economia, come già detto, lascia senza lavoro numerosi dipendenti creando, di conseguenza, problemi familiari e le città sono svuotate e deserte.

Da qui, la proposta rivolta al Sindaco, di dare un segnale chiaro, forte ed inequivocabile nel non far pagare alle attività commerciali il suolo pubblico per tutto l’anno 2022 nonostante la fine dello stato d’emergenza che sarà effettivo dal 1 aprile 2022». Così Cencetti che aggiunge «sarebbe un grande punto fermo per incentivare il turismo, le presenze turistiche e risollevare le sorti economico-sociali di un paese che ha bisogno vitale di rimettersi al più presto in carreggiata». In questi due ultimi anni, per molti operatori, la possibilità di occupare strade e marciapiedi con i dehors è stata un’ancora di salvezza visto che in diversi casi gli spazi a disposizione erano insufficienti per garantire il rispetto delle norme antiCovid.

Sa. Ren. 


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