di Serena Murri
La Croce Verde valdaso da oggi è ufficialmente anche la casa di Graziano Maggini. «Sappiamo che sei laggiù in fondo e ci sorridi». Così l’associazione di volontariato ha affisso una targa all’ingresso della sede della Croce Verde per il presidente onorario, scomparso lo scorso 4 ottobre, che ha lasciato un grande vuoto in tutta la comunità di volontari dalla quale proveniva. La dedica è stata volutamente inaugurata nel giorno della fondazione della sede, avvenuta il 15 maggio di 27 anni fa. Questa mattina l’intitolazione, alla presenza della famiglia, dei militi e dei rappresentanti delle croci del territorio, Croce Verde di Fermo, Porto Sant’Elpidio, Croce Azzurra di Porto San Giorgio, Croce Arcobaleno Petritoli, l’Associazione Carabinieri in congedo ed i sindaci di Altidona, Campofilone, Lapedona e Pedaso.
A presentare la giornata Gianni Amurri che ha visto crescere una delle più importanti associazioni di volontariato del territorio e di cui fa parte da 16 anni. Per un’occasione così importante non poteva mancare Don Jhonny: «La storia della Croce Verde va di pari passo con la storia del territorio, di cui Graziano è stato parte, nonostante la sua malattia. Questo non toglie ciò che ci ha donato e che rimane nei nostri cuori. Lui è qui in mezzo a noi» ha detto prima di benedire la targa.
A ringraziare a nome di tutta la famiglia Maggini presente, è stato il figlio Andrea: «Ringrazio a nome della mia famiglia, per la data e la dedica della sede a nome di mio padre. Ringrazio i sindaci, le associazioni e le persone che hanno voluto bene a mio padre». Il destino ha voluto che la sede della Croce Verde fosse proprio un edificio nel quale Maggini aveva vissuto dal 1950 al 1964. In tanti erano presenti a ricordare Maggini, come sottolineato dal presidente Daniele Petrini: «Il nostro Graziano era una persona umile e sincera che ha fatto dell’amicizia la sua forza. Con la fondazione di questa sede abbiamo in parte provveduto a dare risposte alle problematiche di fragilità dei malati con una struttura che poi è stata forgiata, facendola diventare forte e matura, e che è riuscita a superare tante difficoltà, a supporto della sanità e delle problematiche sociali attuali. Abbiamo provveduto alla dedica semplice sulla storia di un uomo e in memoria di un’associazione. La figura di Graziano va ricordata per lo sviluppo che ha saputo dare all’associazione, con carisma, autorevolezza e generosità».
Commossa la sindaca di Altidona, Giuliana Porrà che ha ricordato il suo legame con la famiglia Maggini: «Graziano è stato un esempio per tutti noi. Ci ha regalato due elementi, quello dell’umiltà e del dono. con la sua presenza costante e la sua disponibilità. Lui era sempre in fondo e mai in prima fila ma ha dato un contributo fondamentale alla Valdaso. Adesso che si discute del futuro del presidio di Petritoli, sappiamo che il vostro ruolo sarà ancora più fondamentale per vicinanza alle famiglie».
Il sindaco di Pedaso, Vincenzo Berdini: «La figura di Graziano non può che essere condivisa». Gli fa eco il sindaco di Lapedona, Giuseppe Taffetani: «È stato un piacere vedere Maggini all’opera per 30 anni. La sua figura ha dato vita alla creazione della Croce Verde che è un presidio sul territorio in un periodo in cui siamo lasciati al margine». Poi il punto del sindaco di Campofilone, Gabriele Cannella: «Sono qui da infiltrato, noi facciamo parte territorialmente della Croce di Montefiore ma voi intervenite spesso a Campofilone. Nelle vostre magliette vedo Graziano. Voi sostituite la sanità che oggi è spesso solo un fatto d’immagine, voi siete sostanza. L’unica associazione che ci supporta, oltre il nostro territorio, è la Croce Verde. Siete importanti per borghi come Campofilone che non ha più nemmeno il medico condotto e quest’inverno siamo stati costretti a venire fino a qui».
Dall’Unitalsi, Del Medico ha voluto ricordare Maggini e il suo costante impegno negli anni sui treni dei malati: «Da lui abbiamo ricevuto un grande dono, come volontario instancabile che passava da uno scompartimento all’altro per alleviare le persone dalla sofferenza, permettendo a tanti malati di arrivare a Lourdes». Petrini, in conclusione ha tenuto a rimarcare la sofferenza che stanno vivendo le Croci per la mancanza di volontari: «Aiutateci. Senza volontari avremo sempre più problemi e qualche associazione sarà anche costretta a chiudere. Aiutateci ad aiutare». Poi tutti in corteo, alla Santa Messa per la benedizione di tre nuovi mezzi, un’ambulanza, un’ambulanza per disabili grande e un mezzo per disabili piccolo.
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