Nella calda mattinata del trentennale della strage di Capaci, questa mattina, al parco ‘Falcone e Borsellino’ di Monsampietro Morico, il sindaco Romina Gualtieri ha reso omaggio alla memoria dei caduti di quel tragico giorno del ’92, insieme alla vicario del Prefetto, De Notaristefani, al questore Rosa Romano, al vescovo emerito Gervasio Gestori, al comandante provinciale dei carabinieri, Troiani, al comandante della compagnia di Montegiorgio Canale, al direttore Av4 Grinta, al delegato della Provincia Mandolesi, al comandante regionale dell’Esercito Brunetto, al cappellano della Polizia di Stato e parroco di Monsampietro, don Adam, al presidente Sap provinciale e regionale dell’associazione Anps e l’associazione Carabinieri in congedo, e alla Fiamma Oro della Polizia di Stato, Carlo Macchini. Presente anche l’on. Andrea Delmastro Delle Vedove, presidente della giunta per l’autorizzazione a procedere di Montecitorio.
Alla celebrazione hanno partecipato anche i giovani studenti della scuola ‘Giovanni Paolo II’ di Monsampietro Morico, quelli del polo Urbani d Porto Sant’Elpidio, quelli dell’Isc Cestoni di Montegiorgio, queli degli Artigianelli di Fermo, dell’Itgc di Fermo. Con loro anche gli allievi del liceo musicale Rinaldini di Ancona.
«Abbiamo ricordato e reso onore ai magistrati caduti che hanno dato il loro nome al nostro parco, e ai loro angeli custodi della scorta – spiega Gualtieri – tutto ciò non sia concepito come rito ma come atto dovuto perché i giovani presenti non c’erano il quel caldo pomeriggio del 23 maggio del ’92. Il sacrificio dei magistrati e delle scorte non è stato inutile solo se con coraggio riusciamo a fare il nostro dovere perché se pensiamo che la mafia, se non spara, è scomparsa, ci sbagliamo, come diceva la vedova Tina Montinaro. Quando la mafia, intesa anche e soprattutto come metodo malavitoso, non spara, permea in profondità i gangli vitali della società. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e allo staff dei giovani che erano e sono al nostro fianco».
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