di redazione CF
Gli uomini della stazione carabinieri di Montegranaro e del nucleo operativo e radiomobile di Fermo, tutti coordinati dal Tenente Colonnello Gismondi e dal Sotto Tenente Del Moro, denunciavano due giovani residenti a Montegranaro, uno di origine dell’est Europa, e l’altro nordafricano, poiché ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di rapina aggravata e continuata, nonché di porto ingiustificato di strumento atti ad offendere.

Il ten.col. Nicola Gismondi, comandante della compagnia dell’Arma di Fermo
«Il 29 aprile scorso un soggetto travisato, armato di una pistola, aveva fatto irruzione nel minimarket “La bottega del gusto” a Montegranaro, facendosi consegnare dalla commessa, sotto la costante minaccia dell’arma, l’incasso pari ad alcune centinaia di euro, poi dileguandosi a piedi nelle vie circostanti, molto probabilmente atteso da un complice che fungeva da “paolo” – si legge dalla ricostruzione dei fatti da parte dell’Arma -. Già quel giorno erano state avviate minuziose e tempestive indagini dai carabinieri di Montegranaro e Fermo, con il supporto anche della polizia locale del comune veregrense soprattutto per l’analisi dei filmati di videosorveglianza pubblica, finalizzate a verificare la possibile provenienza del rapinatore, ed il mezzo di locomozione con il quale era giunto in quella zona, e sul quale poi si era allontanato. Il 2 luglio scorso, poi, presso il negozio “Acqua e Sapone” di quello stesso centro, l’azione predatoria si era ripetuta, questa volta anche in maniera più eclatante. Presso quell’esercizio commerciale, infatti, si erano presentati ben due rapinatori a bordo di un ciclomotore privo di targa, entrambi travisati, rispettivamente armati di una pistola e di una “mannaia”, i quali sotto la costante minaccia delle armi si facevano consegnare dalla cassiera terrorizzata, l’incasso pari a circa un migliaio di euro. Subito dopo i due malfattori si erano allontanati in direzione della strada provinciale Mezzina, sempre a bordo del ciclomotore privo di targa. Le indagini già avviate dagli uomini della Benemerita in occasione della prima rapina, subivano una rapida accelerazione dopo il secondo evento delittuoso, a seguito del quale gli investigatori riuscivano ad acquisire ulteriori elementi informativi che, grazie alla perfetta conoscenza del territorio da parte dei militari, ed al contributo dell’analisi dei filmati acquisiti sulle telecamere comunali con il contributo degli agenti della Polizia Locale, consentivano di individuare il ciclomotore verosimilmente utilizzato nella rapina in danno di “Acqua e Sapone”. Pizzicata la moto, i carabinieri della compagnia di Fermo risalivano al suo proprietario, nonostante costui si fosse adoperato per renderla irriconoscibile durante l’azione predatoria, smontando parti di carena ed altri accessori, compresa la targa identificativa.
Identificato il proprietario del mezzo, un giovane originario dell’est Europa, grazie all’analisi delle sue frequentazioni gli uomini della Benemerita individuavano anche il possibile complice, nella persona di un giovane di origine nordafricana. Nel corso di perquisizioni locali e personali eseguite dai militari l’altra mattina, venivano finalmente rinvenute sia la pistola utilizzata in entrambe le rapine, una scacciacani priva di tappo rosso, sia la mannaia utilizzata nella seconda rapina. I carabinieri, poi, rinvenivano anche tutti gli indumenti utilizzati dai due malfattori nel corso delle azioni predatorie, nonché il materiale per il travisamento. Tutte le armi e gli oggetti rinvenuti a titolo di riscontro per l’indagine, compresa anche la moto utilizzata per raggiungere le località dei “colpi” e per la fuga, venivano sottoposti a sequestro dai militari dell’arma, e posti a disposizione della procura della Repubblica di Fermo».
Dagli accertamenti, infine, si comprendeva che in occasione della prima rapina, commessa in prima persona dal giovane dell’est Europa, il suo complice lo aveva assistito fungendo da “palo” ed aiutandolo allorquando, dopo il “colpo”, l’altro aveva sostituito gli indumenti al volo, per evitare di essere identificato dai carabinieri. Anche questa volta la tempestività e l’alta professionalità nella risposta degli uomini della Benemerita, a due gravi azioni criminali commesse da parte di due giovanissimi che tanto allarme sociale avevano destato nella popolazione, non disgiunta da una perfetta sinergia con le altre forze in campo, ha dimostrato la validità del controllo e presidio sul territorio da parte dell’arma dei carabinieri, anche nella provincia di Fermo.
L’importante risultato di servizio, poi, ha segnato un punto importante nella misura in cui ha interrotto, nel più breve tempo possibile, la condotta di due rapinatori in erba che rischiava di rappresentare i prodromi di una preoccupante escalation criminale da parte di due soggetti ben inseriti nel territorio.
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