
Incidente a tre questa mattina, intorno alle 8, in viale Tiro a Segno, all’incrocio che conduce a Capodarco e che sale in via Colle Vissiano. A scontrarsi tre vetture. A seguito del sinistro stradale una delle persone coinvolte nell’incidente è stata trasportata all’ospedale Murri. Ma fortunatamente le sue condizioni non destano particolare preoccupazione.
Sul posto, raccolto l’sos, sono intervenuti i sanitari della Croce verde di Fermo e dell’Azzurra di Porto San Giorgio. Con loro l’automedica, i vigili del fuoco, la Polizia stradale e la Polizia locale per i rilievi del caso. Una volta ultimati sono entrati in azione i mezzi dei soccorsi stradali Virgili, Santarelli ed EuroSos per la rimozione dei veicoli incidentati. A pulire la carreggiata dagli sversamenti di liquidi, invece, ci ha pensato la SA Sicurezza Ambiente.
Un incidente, dicevamo, che si è fortunatamente risolto con nulla di serio per gli automobilisti coinvolti ma che riaccende le polemiche e le rimostranze dei residenti: «E’ un crocevia pericoloso. Ma nessuno fa nulla» lamentano i residenti.
Tra di loro c’è Samuele Marinozzi che da tempo ha segnalato la questione. E che oggi torna alla carica: «Nei mesi scorsi ho fatto presente la pericolosità dell’incrocio alla Municipale. Ma tra tira e molla, sono sempre stato rimpallato. Mi è stato risposto che non si può fare nulla. Perché non vengono sul posto e in cinque minuti contano quante vetture fanno lo stop? Ho anche proposto l’istallazione di dossi di rallentamento. E mi è stato detto di farmi promotore di una petizione? Io? Un cittadino che deve farsi carico di iniziative per la sicurezza di tutti? C’è un attraversamento pedonale che dista una cinquantina di metri dallo stop, quell’attraversamento pedonale è usato spesso da anziani che vanno a fare spesa al minimarket, dunque molto trafficato. E quando prima c’era un altro minimarket, c’erano ancor più pedoni. Gli incidenti su quel crocevia non si contano nemmeno più e francamente non capisco come mai nessuno si faccia carico della sicurezza stradale».

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