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Maltratta i genitori per comprare droga: per un giovane divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico

LA QUESTURA di Fermo, guidata dal questore Rosa Romano, rappresenta che nel corso dell’ultimo mese è stato già trattato un caso analogo, in quel caso il soggetto, tossicodipendente, è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere. Si sensibilizzano tutti coloro che abbiano notizia di situazioni analoghe sul segnalare questi episodi al fine di permettere alle Forze di Polizia di fornire aiuto
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La Squadra Mobile fermana ha dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dal Tribunale di Fermo, nello specifico dal Giudice per le Indagini Preliminari, a seguito della indagine intrapresa a fronte di una denuncia querela per maltrattamenti formalizzata da un padre, stanco della violenza perpetrata dal figlio nei suoi confronti e nei confronti della madre. «Nella fattispecie l’uomo, emotivamente provato per la difficile situazione, ha raccontato ai poliziotti di una difficile situazione familiare, un rapporto esasperato dai problemi legati alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti del figlio, disoccupato» aggiungono dalla Questura di Fermo, guidata dal questore Rosa Romano.

La Squadra Mobile, come da disciplina vigente, il cosiddetto “Codice Rosso”, ha subito informato l’autorità giudiziaria che ha così assunto la direzione delle indagini.

Dall’attività investigativa condotta e dall’ascolto dei testimoni è quindi emerso che il giovane avanzava continue richieste di denaro al padre ed alla madre, verosimilmente per approvvigionarsi della sostanza stupefacente, e i genitori, in più circostanze, hanno negato quei soldi al figlio proprio per tutelarlo «ma tale diniego – aggiungono dalla Polizia di Stato – causava l’ira del giovane che in più occasioni ha minacciato i genitori aggredendo in più circostanze anche la madre. I due genitori versavano in uno stato di paura e di disperazione nel terrore di peggiori conseguenze».

L’autorità giudiziaria, riscontrando la difficile e grave situazione, ha emesso così la misura cautelare del divieto di avvicinamento, con prescrizione di mantenersi ad una distanza minima di 300 metri, attraverso l’applicazione del braccialetto elettronico, alle persone offese e ai luoghi abitualmente frequentati, nonché il divieto di comunicare con qualunque mezzo diretto o mediato. Il soggetto indagato è un giovane di circa 20 anni, italiano, residente in provincia, già noto alle Forze di Polizia.

La Questura di Fermo rappresenta che nel corso dell’ultimo mese è stato già trattato un caso analogo, in quel caso il soggetto, tossicodipendente, è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere perché con analoghe condotte violente ha aggredito il padre per procurarsi denaro destinato all’acquisto di sostanza stupefacente. «Si sensibilizzano tutti coloro che abbiano notizia di situazioni analoghe sull’opportunità di segnalare questi episodi – l’esortazione che arriva dalla Questura – al fine di permettere alle forze di Polizia di fornire aiuto a chi si trova in tali condizioni e non ha il coraggio di formalizzare denuncia o richiedere l’intervento della Polizia».


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