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A14, la controreplica della Lega a Calcinaro: «15 anni di silenzio e ora dice il falso»

FERMO - Il gruppo consiliare del Carroccio: «E' capace solo di polemizzare accusando la Lega di reazione per lesa maestà perché non ha argomenti. Da sindaco dovrebbe fare squadra con le istituzioni e il territorio, invece di pensare solo a se stesso e al suo futuro politico visto l’avvicinarsi della fine del secondo mandato»

«Il sindaco Calcinaro in 15 anni vissuti da consigliere comunale, assessore e sindaco di Fermo, non ha mai ha speso tante parole sulla terza corsia dell’A14 quante ne ha dispensate, social et orbi, appena il ministro Salvini e il presidente della Regione Acquaroli hanno fatto tesoro della filiera di governo del centrodestra per cominciare a risolvere una vicenda che si trascina da decenni. Perché non si è speso lui in prima persona e perché ora dice il falso accusando odierni consiglieri della Lega di aver detto no alla realizzazione dell’opera?». E’ la controreplica dei consiglieri comunali della Lega Fermo Lorenzo Giacobbi, Gianluca Tulli e Luciano Romanella ai post e alle dichiarazioni con cui il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, secondo i leghisti «sta tentando di sminuire in ogni occasione lo scatto in avanti della Lega sulla viabilità grazie al ministro Salvini».

«Calcinaro insinua, ma sa benissimo come sono andate le cose in passato – spiegano i consiglieri leghisti – La terza corsia era prevista solo fino a Pedaso, il che non avrebbe risolto, ad esempio, i problemi di sicurezza del tratto di Grottammare, e nessuna opera compensativa della viabilità interna, ma solo migliorie parziali nel tratto lungo la Valtenna. Calcinaro non dice che anche amministratori di sinistra erano critici su quella soluzione e che i consiglieri leghisti, che oggi lui accusa, furono tra i pochi a porsi in modo costruttivo nella discussione al fine di adottare la soluzione migliore per il territorio – aggiungono Giacobbi, Tulli e Romanella – Calcinaro, anche sull’A14, è capace solo di polemizzare accusando la Lega di reazione per lesa maestà perché non ha argomenti. Da sindaco dovrebbe fare squadra con le istituzioni e il territorio, invece di pensare solo a se stesso e al suo futuro politico visto l’avvicinarsi della fine del secondo mandato».


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