Fondi Europei, terminato il tour nelle province organizzato da Regione e Svem

INCONTRI - Cinque sono le priorità, dalla semplificazione alla finalità fino all'assistenza. «La grande partecipazione ci dice che abbiamo preso la strada giusta, per cui ripeteremo questi incontri. E grazie agli uffici della Svem, uno per provincia, saremo ancora più vicini ai territori» ha sottolineato il presidente Santori 

Un miliardo di euro a disposizione dall’Europa, questa la quota dei fondi europei 2021/2027 a disposizione della Regione Marche.  Per non sbagliare e rendere il percorso più agevole a Comuni e privati, Regione e Svem hanno organizzato cinque incontri, uno per provincia, con sindaci, associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati.

Ogni appuntamento ha visto una grande partecipazione di stakeholder, confermando che nelle Marche c’è grande spirito di comunità e consapevolezza che questa è l’occasione da non perdere per uscire dal regime di transizione e tornare a essere motore economico del centro Italia. Il confronto ha permesso di definire le migliori azioni in vista dell’uscita dei bandi, che sarà continua nei prossimi mesi. Questo grazie alla volontà del presidente della Regione Francesco Acquaroli, del presidente della Svem, Andrea Santori, della sua vice Monica Mancini Cilla, e degli assessori regionali che hanno preso parte agli incontri: Andrea Maria Antonini, Goffredo Brandoni, Stefano Aguzzi, Filippo Saltamartini, Francesco Baldelli e Chiara Biondi. 

Il presidente Svem, Andrea Santori

«La grande partecipazione ci dice che abbiamo preso la strada giusta, per cui ciclicamente ripeteremo questi incontri. E grazie agli uffici della Svem, uno per provincia, saremo ancora più vicini ai territori, che hanno anche esigenze specifiche» ha sottolineato il presidente Santori che lavora a stretto contatto con gli assessori Antonini (Sviluppo Economico), Brandoni (Politiche Comunitarie) oltre che con il governatore Acquaroli.

Cinque le priorità alla fine del tour. La prima riguarda la richiesta di assistenza nella ricerca e poi nella compilazione dei bandi, aspetto fondamentale per i comuni sotto i 5mila abitanti che non hanno personale a disposizione. La seconda è la fruibilità, quindi la semplificazione delle procedure. La terza è il coinvolgimento preventivo, dove possibile, nella stesura dei bandi stessi. La quarta è la finalità che deve essere legata al rilancio e all’investimento, non più al recupero di quanto perso nel passato. La quinta è la durata dei bandi, che deve essere certa, massimo 18 mesi, senza quelle deroghe che in passato hanno fatto perdere credibilità al sistema.

«Abbiamo presentato un nuovo portale internet che permetterà di ricercare i bandi e restare aggiornati sulle opportunità inserendo il codice d’avviamento postale per i Comuni o il codice Ateco per le attività economiche. Abbiamo creato una rete di professionisti per fornire un supporto continuo gratuito a enti pubblici e privati. E abbiamo chiesto agli ordini professionali – conclude Andrea Santori, presidente della Svem – di fare parte di un team in grado di aiutare imprese ed enti locali in modo da evitare di perdere opportunità».


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