di Antonietta Vitali
«Condivido con la dottoressa Lucangeli la necessità di un approccio educativo centrato sul prendersi cura dell’individuo come tale, così come tutto il sistema di relazioni che lo circonda. Il mondo della scuola ha un ruolo centrale in questo sistema sia attraverso la didattica, sia attraverso tutto ciò che abbraccia l’educazione del bambino e del ragazzo e le sue diverse fasi di crescita personale e della sua istruzione. Di lavoro ce ne sarà tanto e sarà fondamentale che si faccia sistema tra tutti gli attori». Queste le parole del messaggio inviato dal Sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti e letto da Adolfo Leoni, moderatore dell’incontro colloquio con la professoressa Daniela Lucangeli tenutosi questa mattina presso la Sala del Consiglio della Provincia di Fermo.
Un appuntamento organizzato dal Consigliere provinciale Pisana Liberati e dal dirigente del Servizio Pubblica Istruzione Laura Mancini, nell’ambito del progetto Giovane Futuro, iniziativa di Azione ProvincEGiovani, al quale sono intervenuti tutti i dirigenti delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado della provincia di Fermo ed i componenti dell’Osservatorio. Una mattinata di approfondimento per capire, secondo gli studi effettuati dalla Lucangeli, verso quale nuova direzione dovrebbe andare la scuola. Reduce, la dottoressa, dal successo riscosso ieri sera al Teatro di Porto San Giorgio con l’evento legato al confronto tra intelligenza artificiale e umano sentire, è stata accolta calorosamente e ascoltata con attenzione anche dal mondo scolastico verso il quale si è spiegata usando le tre formule che fanno parte oramai del suo esporre e che inserisce di tanto in tanto nel discorso per richiamare l’attenzione dell’ascoltatore, “Tutto bene fino a qui?” “Mi sto spiegando?” “Riassunto del riassunto”. Professoressa ordinaria di Psicologia dell’Educazione e dello Sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova ed esperta di psicologia dell’apprendimento, gli studi da lei effettuati sul sistema scolastico italiano parlano chiaramente della necessità di «togliere via il trucco di cui, in qualche modo, i sistemi, soprattutto i sistemi che hanno cura degli altri, si sono rivestiti a lungo, tra cui anche quello dell’educazione». Quello che sta accadendo alla scuola è che «non è più in grado di accompagnare al cambiamento migliore possibile ciascuno dei nostri figli – ha riferito la docente universitaria – e questo perché si struttura ancora su una situazione che era quella di quando la scuola italiana era stata fondata, cioè, nel secondo dopoguerra».
Una scuola basata su un metodo alfabetizzante che si fonda su quattro fasi essenziali, insegnare, apprendere, verificare, giudicare, che poteva essere valido fino ad un certo punto ma che oggi risulta inadeguato. I dati della scuola parlano chiaro e raccontano questa disfunzionalità, sempre secondo Lucangeli: calo dell’apprendimento, mancanza di desiderio nei giovani, incapacità di vedersi proiettati nel futuro e un’obesità di informazione che crea dei bug nel cervello che possono avere ripercussioni persino sulla salute dei nostri giovani. Insomma pare che i giovani rischino di migliorare le proprie prestazioni (quando riescono a migliorarle) ma di peggiorare sicuramente le loro funzioni. Un lavoro vasto e complesso quello da affrontare del quale tutti gli insegnanti e i presidi del territorio fermano si sono resi conto. Una soddisfazione per la consigliera Liberati «l’aver raccolto la totalità delle adesioni di tutti i dirigenti scolastici di ogni ordine e grado della provincia di Fermo». Liberati ha portato all’assemblea anche i saluti del presidente Michele Ortenzi impegnato a Camerino per la ricostruzione. «Con questo progetto Giovane Futuro – ha dichiarato Andrea Putzu Presidente II Commissione Consiliare della Regione Marche – la provincia di Fermo è riuscita a dare un grande impulso dal punto di vista delle scuole e dei giovani, per dare a questi ultimi l’opportunità di costruire un buon futuro».
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