di Serena Murri
Disturbi alimentari in post pandemia. Secondo gli esperti i disturbi del comportamento alimentare sono aumentati del 30% durante la pandemia. L’associazione Fada, nella dodicesima giornata nazionale del fiocchetto lilla, organizza per venerdì, al Terminal Mario Dondero, un evento ad ingresso libero, con il patrocinio del comune di Fermo e dell’Ast. Prima ci sarà un convegno alle 17.30 sul tema del «corpo contemporaneo», e alle 19 reading teatrale di Jurta Produzioni dedicato al musicista Dario Parisini dal titolo “Invisibile”.
La dottoressa Carla Coccia, presidente della Fada, ha illustrato il senso dell’iniziativa: «Dal 2016 operiamo sul contrasto e sul supporto ai disturbi alimentari e nutrizionali, facendo rete con i familiari e caregiver dei soggetti affetti. L’associazione è cresciuta fino ad avere 110 soci, tra volontari e operatori che assistono familiari e pazienti allo sportello di ascolto. Marzo è il mese della sensibilizzazione, della formazione e delle attività di sostegno, attraverso gruppi di mutuo aiuto nella sede di Fermo, in rete con altre associazioni».
Al centro del dibattito c’è la fragilità dei giovani «dietro alla quale c’è tanto di più di quanto emerga – ha spiegato Carla Coccia – il percorso di cura è solo la parte di un problema più grande. Società e famiglia rappresentano una parte integrante del percorso. Anche il territorio di Fermo deve fare la sua parte, riconoscendosi nell’identità della cura».
A Fermo ci sono ambulatori, letti per il ricovero nel reparto di Medicina, poi ci sono Pesaro e Jesi con centri che rappresentano punti di riferimento ma per la problematica che continua ad avere liste d’attesa per i ricoveri che vanno dai 300 ai 400 pazienti, servono più spazi. Fada fa anche questo, sostiene i familiari durante l’attesa di ricovero, prima che si arrivi ad una diagnosi e al riconoscimento di un sintomo. Per questo, chi opera nel settore, chiede alle autorità sanitarie maggiore consapevolezza verso queste problematiche.
Come ha testimoniato Filippo Romagnoli, educatore professionale Uosd Centro Regionale Dca Ast Fermo, «serve una maggiore consapevolezza sull’importanza di questa problematica» che a tre anni dalla pandemia, ha fatto riscontrare conseguenze sia sulla percezione del corpo che a livello sintomatologico. Gli effetti più immediati della pandemia sono stati la convivenza obbligata in famiglia, la paura di ingrassare dato che non si poteva uscire a praticare sport mentre, sul lungo periodo, incideranno le conseguenze psicologiche con strascichi depressivi.
Il disturbo alimentare continua a prevalere fra le ragazze, come ricordato via telefono dalla dottoressa Francesca Rossi, psicologa direttrice del servizio di neuro-psichiatria infantile al Sant’Orsola di Bologna e responsabile del progetto scientifico “Il danno del dono”: «L’evento mostra la rete che si sa attivare per la prevenzione, l’assistenza e la cura. La tappa di Fermo è molto sentita, grazie all’impegno della dottoressa Iacopini e all’associazione Fada. I disturbi del comportamento alimentare sono aumentati del 30% tra i giovani, giovanissimi e adolescenti. Si va dai 12 ai 18 anni. Con un picco durante il lockdown». C’è stato un cambiamento nella percezione del corpo. Sono aumentati i disturbi psicologici che durante la pandemia si sono manifestati sotto forma di stress. Un peggioramento dovuto anche ai distanziamenti nelle relazioni sociali con sempre più sintomatologie ossessive, paure e angosce che hanno inciso negativamente su quello che viene chiamato un male invisibile.
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