Camilla Rossi, un talento nella danza classica. La diciannovenne di Pedaso, il 10 giugno scorso si è diplomata alla Scuola di Ballo Teatro alla Scala di Milano. Dopo 8 anni di studi, Camilla ha appreso che «nella danza bisogna essere costanti gli obiettivi non si raggiungono in un giorno. Servono tanta pazienza e disciplina». A notare il suo talento è stata la sua insegnante che ha suggerito ai genitori che quel talento andava coltivato. Così, nel 2015 Camilla ha fatto la prima audizione per il corso alla scuola teatro alla Scala di Milano, una selezione di centinaia di ragazze da tutto il mondo, solo 13 di loro sarebbero entrate. Camilla era fra quelle 13 ragazze, all’età di 11 anni.
Cosa ricordi della prima edizione?
«La prima audizione è stata la soddisfazione più grande. Nessuno avrebbe mai detto che una ragazzina di 11 anni, dalle Marche sarebbe riuscita a raggiungere questo traguardo a Milano. Per questa selezione, eravamo piccole e verificavano le doti fisiche e l’elasticità».
Come ti hanno comunicato che eri stata accettata?
«C’era un foglio appeso alla porta d’ingresso, con i nomi delle ragazze. Ero talmente nel panico che non sono riuscita a leggere ed è stata la mia insegnante a dirmi che c’era il mio nome. Non sapevo come sarebbe andata, da lì in poi. È stato il mio primo traguardo. Senza Michela Mora, la mia insegnante, non sarei arrivata dove sono ora».
Come è iniziato il sogno della danza?
«Avevo provato tanti sport ma la danza mi prendeva emotivamente. Riusciva a riempirmi il cuore, facendo esprimere me stessa attraverso la musica. Ho capito immediatamente che sarebbe diventata la mia vita. Avevo 6 anni e la mia insegnante mi ha messo da subito con il gruppo delle grandi».
Come sei riuscita a superare i momenti difficili?
«Con la forza di volontà. La paura per gli infortuni c’era sempre. Se capitava che mi facevo male alla caviglia, recuperavo il tempo perso allenando tutto il resto, schiena e addominali. Ci sono dei no che bisogna accettare, ricominciando a lavorare con il triplo della forza e della determinazione, per arrivare ad avere dei sì».
Come sapevi che ce l’avresti fatta?
«Non lo sapevo. Ogni anno aspettavo l’esame con la paura di fare un errore o di farmi male. Dentro di me, però, c’era la certezza che sarei arrivata alla fine. È stata fondamentale la mia famiglia che mi ha sempre incoraggiato».
In cosa consisteva l’esame per il conseguimento del diploma? Per cosa ti senti portata e cosa ti piacerebbe fare adesso?
«L’esame consisteva in lezioni di danza e assoli, il tutto davanti alla giuria e a vari direttori di compagnie. Mi sento portata per la danza classica ma anche la contemporanea, due stili diversi ma complementari. Ora mi piacerebbe lavorare al Teatro alla Scala ma al momento entra chi sarebbe dovuto entrare negli anni del Covid, quando il teatro è stato chiuso. Quindi ora è più difficile accedere. Mi piacerebbe anche andare all’estero. La vita della ballerina è una vita di esperienze, mi piacerebbe andare in Germania, o a Parigi. Farò audizioni e proverò in tutto il mondo. Anche negli Usa».
Fin da piccola, Camilla ha partecipato a spettacoli presso il Teatro alla Scala in balletti come “Lo schiaccianoci”, “Don Chisciotte”, “Sogno di una notte di mezza estate” e “Il lago dei cigni”, affiancando étoile come Roberto Bolle e Svetlana Zacharova, infine ha preso parte al Défilé for The Best Fifa Football Awards 2019. L’ultimo spettacolo, andato in scena ad aprile, è La fille mal gardée. La ragazza, si è diplomata davanti ad una prestigiosa commissione d’esame, alla presenza di Oriella Dorella e Manuel Legris, attuale direttore del Corpo di ballo del Teatro alla Scala. Adesso, potrà chiedere di partecipare alle audizioni per accedere ai corpi di ballo dei teatri di tutto il mondo, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, solo per citarne alcuni.
Serena Murri
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