
Questa mattina alle ore 10 è stata “inaugurata”, per la sua nuova vita, la scuola primaria Don Dino Mancini, che verrà riaperta dopo i lavori di adeguamento post sisma e dopo il periodo in cui è stata usata come hub vaccinale.
Ad accogliere i presenti, prima delle dichiarazioni di rito, un coro degli alunni che ha intonato l’inno nazionale.
Sono stati anni di chiusura per lavori di riqualificazione e per servizio durante il periodo pandemico quelli della storica scuola, per cui i fermani nutrono una particolare affezione.
Ed è stato il sindaco Paolo Calcinato a prendere per primo la parola: «Una scuola che rappresenta molto per la città di Fermo, perché ha incarnato le grandi difficoltà di questi anni e la capacità di resilienza. Fin dal sisma questa fu una delle poche scuole che ebbe dei problemi. Grazie alla Protezione civile ci fu una messa in sicurezza. Facemmo anche il nuovo tetto, ma alcuni ragazzi furono spostati. Durante i lavori di adeguamento sismico è arrivato il covid, che non ci permetteva di fa stare qui dentro i ragazzi, spostati nei locali vicino bar Mario».
«Ora i ragazzi sono qui. È tornata una scuola adeguata a livello sismico, sono stati rinnovati bagni e infissi. Voglio ringraziare tutti voi. Queste difficoltà e il modo in cui le abbiamo superate, dimostrano l’unione tra famiglie, corpo docenti, Comune e personale scolastico. Siamo andati avanti insieme, non era scontato, e questo momento è per tutti. Voglio ringraziare anche l’assessore Ingrid Luciani per il lavoro di cernita tra le varie parti, il senatore Castelli, il prefetto Rocchegiani, l’ingegner Crocioni, l’ufficio tecnico e le ditte che si sono occupate della riqualificazione. Come ultimo appunto voglio annunciare che grazie agli uffici abbiamo intercettato un fondo Pnrr per l’ampliamento della mensa di questa scuola».
«Il sindaco ha richiamato tutto il percorso di riqualificazione. La scuola è parte integrante della vita di tutti noi. È normale che una scuola sia protagonista di momenti di difficolta, ma anche di momenti belli. Oltre che unirmi ai ringraziamenti, non posso non sottolineare l’armonia di intenti di tutti per restituire questa scuola alla città. Desidero esprimere congratulazioni per un traguardo tanto atteso. Costituisce un momento di riconciliazione per tutti, che rappresenta l’impegno dell’amministrazione» è il messaggio del senatore e commissario alla ricostruzione Castelli, assente per impegni istituzionali.
Presente anche l’ingegner Crocioni, che si è soffermato sui tempi di lavorazione: «Tre anni per realizzare il progetto e solo due per realizzarlo. Il terremoto è stato sette anni fa, questa è una delle prime scuole che riapre con quel finanziamento. Dimostriamo così che quando si va tutti nella stessa direzione i progetti funzionano».
La dirigente Isidori non poteva essere presente per motivi di famiglia. Al suo posto Ilenia Pagliari, vicedirigente, che ha portato il suo saluto: «205 bambini e 11 classi. La scuola più grande di Fermo a livello primario. Il nome che ci rappresenta, Don Dino Mancini, è eccellenza nell’insegnamento e la disponibilità e la bontà personale, che sono valori che vogliamo ci rappresentino. Ringrazio tutti i docenti che c’erano e che ci saranno, per l’impegno che mettono nel rendere questa scuola di valore. È un giorno bello, perché le porte di questa scuola si sono riaperte». Alla fine del giro di interventi il parroco don Salvatore Sica ha benedetto la scuola prima del consueto taglio del nastro.
Francesco Silla
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