
Fabrizio Vergari
Non c’è due senza tre. Infatti, come detto vuole, è arrivata la terza richiesta per installare un altro impianto fotovoltaico. Dopo Belmonte Piceno e Falerone, questa volta la zona interessata è Santa Vittoria in Matenano, in particolare la frazione di Ponte Maglio. La notizia è stata diffusa ieri dalla Coldiretti Ascoli Fermo. Si parla di una struttura che ricoprirà circa 75mila metri quadrati, cioè l’equivalente di 10 campi da calcio. Insomma, un’area non da poco conto. Soprattutto se si considera che, a detta della Coldiretti, l’impianto sorgerà su un terreno coltivabile. Del resto è noto che la Valdaso è un territorio a forte vocazione agricola, con produzioni di eccellenza come la Mela Rossa dei Sibillini. Allora l’associazione ha tirato per la giacca il sindaco di Santa Vittoria in Matenano, Fabrizio Vergari. La richiesta è di osteggiare l’iter per impedire la costruzione dell’enorme struttura. In realtà, su questo tema, i sindaci hanno poche carte da giocare. «La normativa nazionale lo permette quindi i margini di intervento sono fortemente limitati – ha ammesso Vergari -. Noi abbiamo fatto le nostre osservazioni al Ministero ma, oltre a questo, non abbiamo altre possibilità».
La storia si ripete quindi. Infatti sono le stesse procedure sia per il progetto dell’agrivoltaico a Belmonte, sia per quello a Falerone. Cioè i Comuni possono inviare delle osservazioni per evidenziare le criticità annesse alla costruzione delle centrali nelle campagne. Però la normativa ha maglie molto larghe e non prevede vincoli particolari, quindi sono pochissimi gli appigli per fare muro. «A dare l’ok spetta alla Regione e alla Provincia – ha puntualizzato il primo cittadino -. Tuttavia la base della decisione è la regolamentazione nazionale. Intanto ieri c’è stata la conferenza dei servizi, a cui ha partecipato anche la soprintendenza. Siamo in attesa dei prossimi sviluppi». Insomma, mentre si attende un’adeguamento della normativa calata sulle esigenze regionali e provinciali, le richieste di installare gli impianti fioccano e le amministrazioni locali hanno le mani legate.
Alessandro Luzi
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