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Rete lirica delle Marche: il presidente Ciabattoni lascia mentre Chiatti, Della Valle e Pierangeli sono in corsa per  succedere a Messi

IL COMUNE di Ascoli dovrà indicare un altro nominativo. Poche risposte alla manifestazione di interesse per il ruolo di direttore con retribuzione annua di 30.000 euro più bonus di 6.000. Nella stagione 2024-2025 "Un ballo in maschera" di Verdi, con produzione e prima nel Teatro Ventidio Basso, presente il Coro ascolano, e "Norma" di Bellini

L’avvocato Francesco Ciabattoni

di Franco De Marco

 

L’avvocato Francesco Ciabattoni lascia la Fondazione Rete Lirica delle Marche.

Alla vigilia del rinnovo, previsto dopo le elezioni, per scadenza naturale, del Consiglio direttivo, il legale ascolano, che ha svolto con passione il ruolo di presidente, ha deciso di passare la mano.

«Ho fatto una bella esperienza ma ritengo che sia il momento di farmi da parte», ha commentato Ciabattoni.

Quindi il Comune di Ascoli, che figura tra i soci fondatori sostenitori insieme al Comune di Fermo, al Comune di Macerata e alla Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, al momento del rinnovo delle cariche dovrà indicare un’altra persona (auguriamoci una esperta della materia). E’ molto probabile che la prossima presidenza, per una questione di rotazione, venga affidata ad un rappresentante di Fano dopo che negli ultimi anni si sono succeduti i rappresentanti di Fermo (avvocato Igor Giostra) e di Ascoli (Ciabattoni). In proposito tuttavia non trapela nulla.

Oltre a Ciabattoni, fanno parte del Direttivo uscente Catia Amati (Fano), Francesco Rapaccioni (Macerata) e Francesco Trasatti (Fermo).

 

La Fondazione Rete Lirica delle Marche, sempre in attesa di allargarsi veramente a tutte le Marche (Ancona e Jesi hanno sempre avuto una linea autonoma nella gestione della lirica), al di là del rinnovo del Consiglio direttivo, è alla vigilia di un altro grande cambiamento: ovvero la nomina del nuovo direttore dopo l’uscita di scena di Luciano Messi diventato incompatibile a seguito della sua nomina a sovrintendente del Teatro Regio di Parma.

I pretendenti sono tre ovvero coloro che hanno risposto al bando di evidenza pubblica per la manifestazione di interesse verso l’incarico. Si tratta di Lucia Chiatti, direttrice generale della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi dove ha cominciato a lavorare nel 2002 come responsabile del servizio amministrativo, laurea in Economia e Commercio, diploma in canto lirico al Conservatorio di Pesaro e direttrice dal 2022 del Consorzio Marche Spettacolo.

Ci sono poi Caterina Pierangeli, commercialista, direttrice amministrativa della Fondazione Teatro della Fortuna di Fano e Francesca Della Valle, giornalista, conduttrice, autrice, editrice e pianista.

A dire la verità alla manifestazione di interesse ci si aspettava una risposta ben più numerosa trattandosi di un ruolo pur sempre di prestigio seppure in una Fondazione di non grandi dimensioni. Forse a raffreddare l’attrazione è stato il requisito, piuttosto netto, relativo all’aver ricoperto “funzioni direttive negli ultimi 6 anni per almeno un triennio continuativo in Fondazioni lirico sinfoniche, in teatri di tradizione, in attività liriche ordinarie, sovvenzionati dal Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo ovvero presso equivalenti enti internazionali (con un bilancio di attività non inferiore a euro un  milione)”.

Anche il compenso previsto, 30.000  euro lordi più Iva oltre ad un bonus produttività di 6.000 euro  lordi più Iva, per un contratto fino al 31 dicembre 2027, non ha fatto da stimolo.

La scelta del nuovo direttore generale, con funzioni di coordinamento e direzione generale delle attività della Fondazione, dovrebbe essere l’ultimo atto del vecchio Direttivo poi l’assemblea dei soci provvederà alla nomina del nuovo management.

La figura di direttore della Fondazione ha un carattere preminentemente amministrativo. Resta invece al suo posto il direttore artistico maestro Alessio Vlad.

Passando al cartellone 2024/2025, già deciso, sono previste le rappresentazioni di due titoli molto popolari: “Un Ballo in Maschera” di Giuseppe Verdi, con produzione e prima nel Teatro Ventidio Basso di Ascoli e con la la partecipazione del Coro Ventidio Basso, e “Norma” di Vincenzo Bellini.


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