Il grazie di un paziente ai medici, la replica dell’Ast: «Professionisti valore aggiunto della sanità fermana»

SANITA' - La mail del paziente: «Ho trovato competenza, assoluto spirito di sacrificio, professionalità e garbo da parte di tutti gli operatori. Il gruppo dei fisioterapisti, sia in corsia che negli ambulatori, ha dimostrato pazienza, impegno costante»

«Ringraziamo il paziente che, dopo il periodo difficile che ha dovuto affrontare, tra ricovero e riabilitazione, ha voluto comunque lasciare, nero su bianco, una testimonianza di apprezzamento nei confronti del nostro personale sanitario. Siamo sempre più convinti che i professionisti della sanità fermana rappresentino un valore aggiunto inestimabile per professionalità, dedizione e competenza. Siamo orgogliosi di questo rapporto virtuoso che si è creato tra pazienti e operatori, e che porta a simili attestati di merito di cui ringraziamo il paziente e, ovviamente, i nostri sanitari». Così, in una nota, l’Azienda sanitaria territoriale di Fermo dopo aver ricevuto l’ennesima mail di ringraziamento da parte di un paziente.

Di seguito il testo della mail (si omette il nome del paziente per questioni di privacy).

Buongiorno, sono (…), residente a Porto San Giorgio. Dopo tre settimane di coma tra l’Ospedale di Torrette e il Murri di Fermo, nel mese di aprile dello scorso anno sono stato ricoverato presso la vostra struttura per due mesi ed un mese presso l’Ospedale di Porto San Giorgio (RSR). Ebbene desidero sottolineare ancora la valenza professionale del reparto di Medicina 1, dei medici preposti, la loro amorevole assistenza, nonchè il supporto importante, lo spirito di sacrificio di tutti gli operatori sanitari, infermieri ed Oss. (…). Dopo il ricovero al Murri sono stato trasferito per un mese presso la RSR di Porto San Giorgio. Dopo il mese, ho usufruito di un periodo di riabilitazione. Ebbene in ambedue le strutture ho trovato competenza, assoluto spirito di sacrificio, professionalità e garbo da parte di tutti gli operatori. Il gruppo dei fisioterapisti, sia in corsia che negli ambulatori, ha dimostrato pazienza, impegno costante. Ognuno di loro ha saputo muoversi guidando il paziente nel miglior percorso riabilitativo. (…). Il nostro percorso in queste strutture deve essere affrontato con benevolenza e riconoscenza, non con imprecazione o quanto di peggio abbiamo sentito.


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