«Cosa fare dell’ex Vittorio Emanuele II? La politica intervenga»

L'EX SINDACO di Amandola Riccardo Treggiari: «Credo, la politica serve a questo, che si debbano organizzare pubbliche assemblee, con la presenza di cittadini e della stessa Amministrazione Comunale, per raccogliere idee e progetti da sottoporre al vaglio della Regione. Muoviamoci e facciamo sì che, a bocce ferme, non sia troppo tardi»

Riccardo Treggiari

«Il nuovo ospedale di San Claudio di Fermo , notizia quasi certa, entrerà a regime entro la fine del corrente anno. Speriamo che, anche il nostro Ospedale dei Sibillini, per quella data, possa avere organico adeguato ed implemento dei servizi, come da noi tutti auspicato e, dal Piano Sanitario, previsto». Inizia così la nota dell’ex sindaco di Amandola Riccardo Treggiari.

«Giustamente, a Fermo – prosegue Treggiari -, tutti i partiti politici si stanno attivando per conoscere quale sarà la destinazione dell’ enorme complesso edilizio del Murri non appena sarà svuotato. Amandola, anche se in termini più ridotti, ha lo stesso problema. Il vecchio Vittorio Emanuele II è già vuoto. Tutti sanno che non è mai crollato ed oggi diventa un serio problema. L’ ex nosocomio è di proprietà della Regione che, da parte sua, non potrà utilizzare finanziamenti del terremoto perché già dirottati sul nuovo. Come ricorderete, vista la delocalizzazione che c’è stata dell’ ospedale, l’ ordinanza commissariale, sempre in vigore, prevede che la Regione intervenga con fondi propri, per restaurare ciò che non verrà eventualmente demolito, prima di poter anche alienare l’immobile a privati. A questo punto, ogni soluzione va bene, purché si dia una destinazione a quel complesso di 14.000 mq, occupante la gran parte del Colle Agello, onde evitare che diventi un rudere pronto ad essere attaccato da rovi, erbacce ed animali di ogni tipo.
Credo, la politica serve a questo, che si debbano organizzare pubbliche assemblee, con la presenza di cittadini e della stessa Amministrazione Comunale, per raccogliere idee e progetti da sottoporre al vaglio della Regione. Muoviamoci e facciamo sì che, a bocce ferme, non sia troppo tardi».


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