Domenica 12 ottobre ricorre la 75ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro con il Patrocinio della Rai. Previste iniziative in tutta Italia organizzate dalle Sedi territoriali cui prendono parte le massime autorità locali in materia per confrontarsi sui dati relativi
al fenomeno infortunistico e su cosa è necessario fare per una maggiore sicurezza sul lavoro.
Per quanto riguarda la sede Anmil locale il programma si svolge a Fermo con raduno in programma alle 8.30 davanti allo Stadio Recchioni e alle 9 Santa Messa in suffragio dei Caduti sul Lavoro nella Chiesa S. Antonio da Padova officiata da Don Salvatore. Dalle 10 il corteo accompagnato dalla banda musicale, dai gonfaloni delle Pubbliche Amministrazioni e dalle bandiere associative, si muoverà fino al Monumento dedicato alle Vittime del Lavoro per la deposizione di una corona di alloro. Alle 11 è prevista la cerimonia civile nel Salone Parrocchiale della Chiesa di Sant’Antonio da Padova con la partecipazione di varie autorità, presente il consiglio territoriale Anmil Fermo e il presidente territoriale Anmil Fermo Marcello Luciani mentre alle 13 in programma il pranzo sociale presso ristorante Delfino Verde.
Durante la Cerimonia Civile verranno consegnati i Brevetti e i Distintivi d’Onore agli Invalidi del lavoro da parte della Direzione Inail territoriale. Le celebrazioni nazionali si terranno nella città di Parma in presenza di Soci e vertici di Anmil (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), autorità dello Stato, mondo dell’associazionismo, Terzo Settore e società civile. In numerose città sarà possibile prendere parte alle manifestazioni provinciali e regionali organizzate dalle tante sedi Anmil attivatesi sui territori. «Viviamo in una nazione che conta, solo nelle statistiche ufficiali, un morto sul lavoro ogni 8 ore – ricorda il Presidente territoriale Anmil di Fermo Marcello Luciani – Non vanificheremo il dovere intrinseco di questa paradossale ricorrenza, paradosso che risiede nel celebrare la memoria di quanti abbiano perso la vita o l’integrità fisica per adempiere al pilastro sul quale si fonda la nostra Repubblica. Non lo vanificheremo riducendo le tante cerimonie civili sparse sull’intero territorio nazionale a momenti di commiato e ripetizione di promesse vane. La Giornata che appartiene a tutti i lavoratori presenti, futuri e pensionati del Paese deve portare un grido unanime verso il cambiamento. Verso una presa in carico determinata al porre fine ad una strage continua, verso l’investimento immediato per la costruzione di un reale Stato sociale».

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