Sanità, l’affondo di Cesetti: «La diagnostica oncologica al collasso, gli atti delle Ast sconfessano la Giunta»

ANCONA – Il consigliere regionale del Pd attacca: «Subito una ricognizione regionale su specialisti, carichi di lavoro e tempi di refertazione. I documenti sconfessano l’assessore alla sanità. Una gestione fallimentare. Martedì in Consiglio regionale, un’interrogazione sottoscritta da tutto il Pd per sollecitare una ricognizione urgente di tutto il personale specialista in Anatomia Patologica».

Fabrizio Cesetti

«Le promesse della Giunta regionale si scontrano con la dura realtà dei documenti ufficiali che, di fatto, sconfessano l’Assessore alla Sanità: mentre in aula si rassicurava il Consiglio sull’arrivo di nuovi medici, gli atti amministrativi delle Ast dicono l’esatto contrario. È una gestione fallimentare che pregiudica gravemente le chance di cura e di guarigione dei pazienti, compromettendo la tempestività di percorsi terapeutici dove il fattore tempo è spesso l’unica speranza di vita». Ad affermarlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, che evidenzia il paradosso del caso di Fermo.

 

«A soli dieci giorni dalle rassicurazioni fornite in aula, l’Ast di Fermo firmava un avviso pubblico per affidare ai privati la refertazione degli esami istologici. Si è preferito ricorrere ancora una volta all’esternalizzazione, con un bando ‘lampo’ di tre giorni e un costo di oltre 27.000 euro, anziché esplorare la disponibilità di altre strutture pubbliche meno gravate, come l’ospedale di Ascoli Piceno, che avrebbero garantito una sinergia interna al sistema regionale».

 

La crisi, tuttavia, ha una dimensione regionale e tocca punte drammatiche anche nell’entroterra: «Il problema non risparmia altri territori: all’ospedale Profili di Fabriano — spiega Cesetti — risultano giacenze di campioni istologici fermi da oltre 40 giorni. Esiste il rischio concreto di uno scadimento dello stato di conservazione dei materiali e l’impossibilità di pianificare gli iter necessari. Denuncio da mesi questa situazione sulla base di segnalazioni che mi arrivano quotidianamente dai cittadini di tutta la regione, ma la Giunta resta indifferente, ignorando un’emergenza ormai diventata un caso nazionale su testate come Fanpage e trasmissioni come L’Aria che tira di La7. Vedere le Marche citate come esempio di inefficienza alimenta la fuga dei pazienti verso altre regioni e mina il rapporto di fiducia con le istituzioni».

 

«Martedì prossimo in Consiglio regionale — conclude — attraverso un’interrogazione sottoscritta da tutto il gruppo Pd, solleciteremo una ricognizione urgente di tutto il personale specialista in Anatomia Patologica attivo nelle diverse Ast della Regione Marche. È necessario un rilevamento puntuale dei carichi di lavoro e degli effettivi tempi di refertazione in ogni presidio, per capire dove esistano squilibri e intervenire immediatamente. Il diritto alla salute non può essere garantito da avvisi pubblici dell’ultima ora: i cittadini meritano una sanità pubblica efficiente, non un sistema che rincorre l’emergenza con una disorganizzazione che pesa drammaticamente sulla pelle dei pazienti».


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