Tre finanziamenti per il Fermano nel programma triennale 2026-2028 della Regione: in totale 28 milioni di euro

REGIONE – Sono 24 i milioni deliberati per la bretella di collegamento Lungotenna da San Marco allo svincolo di Porto Sant’Elpidio. Altri 2,5 milioni per il primo stralcio della Ciclovia del Tenna ed 1,25 milioni per il primo stralcio dei lavori di mitigazione del rischio idraulico dell’Ete Morto.

di redazione CF

La delibera di Giunta regionale numero 471 dello scorso 30 aprile ha visto l’approvazione dello schema del programma triennale dei lavori pubblici di competenza della Regione relativi al triennio 2026-2028. Insomma il quadro programmatico degli investimenti per il prossimo triennio. E per quello che riguarda il Fermano sono tre gli interventi sostanziosi che si trovano in tabella.

 

Innanzitutto l’attesa “Bretella di collegamento Lungotenna da San Marco a Svincolo A14 – Porto S. Elpidio” quella che diventerà in pratica la porta di ingresso alla provincia di Fermo per chi arriva da nord. Un investimento complessivo di 24 milioni di euro di cui 875mila euro per il primo anno, 7 milioni di euro per il secondo anno e 6 milioni per il terzo con i restanti 9,9 milioni previsti negli anni successi. Un’opera che andrà a completare un quadro viabilità con il completamento dei lavori della strada Lungotenna, già ultimati per il primo stralcio fino alla rotonda che si collega con la statale Adriatica.

Altra opera prevista nel piano è il primo stralcio della “Ciclovia del Tenna” per un totale di 2,538 milioni di euro, dei quali 517 mila per il primo anno e 2 milioni al secondo anno. Si tratta di un progetto volto a creare un percorso ciclopedonale che colleghi la costa adriatica con l’entroterra fermano, seguendo il corso del fiume Tenna.

Infine previsto anche il primo stralcio del progetto di “Mitigazione del rischio idraulico del torrente Ete Morto” per un totale di 1,255 milioni di euro, dei quali 350mila euro nel primo anno e 780mila euro nel secondo. In questo caso l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area dopo le tragiche esondazioni del 2011, concentrandosi sul consolidamento delle sponde e sul rifacimento di infrastrutture critiche.


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