In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere in programma oggi, arriva l’analisi del momento sullo stato di salute della categoria da parte di Giuseppe Donati, responsabile territoriale Fials Fermo: «Senza il lavoro infaticabile e la professionalità degli infermieri, i cittadini e i pazienti sarebbero veramente soli ad affrontare la dura prova della malattia. Nonostante in Italia come nella provincia di Fermo, i vertici della sanità e la politica in generale, ancora ritengano che la presa in carico del malato sia una questione principalmente “del medico”, i fatti raccontano una realtà ben diversa: senza gli infermieri non ci sarebbe assistenza, certezza e umanizzazione delle cure, per i cittadini. Va ribadito a tal proposito che gli infermieri sono professionisti laureati, responsabili in toto della pianificazione dell’assistenza e non più “aiutanti” del medico. Massima collaborazione con i medici ma nessuna sudditanza. La retribuzione media di un infermiere in Italia è del 25% più bassa della media europea. Troppo ampia anche la forbice con la retribuzione dei dirigenti medici seppur anche i loro stipendi siano inferiori alla media europea».
Dopo la riflessione generale, l’analisi si sposta sulla provincia di Fermo: «L’apertura ormai imminente del nuovo ospedale di Campiglione ma anche la riorganizzazione di tutta la medicina del territorio con l’attivazione delle Case ed Ospedali di Comunità, l’implementazione dell’Assistenza Domiciliare, l’inserimento della figura d’infermiere di famiglia, l’assoluta necessità di “riempire” l’ospedale di Amandola ancora troppo vuoto di servizi, la messa a terra dell’Atto Aziendale e la conseguente riscrittura degli Incarichi di Funzione, faranno diventare gli infermieri ancora più centrali di quanto siano, nel progetto di riorganizzazione della sanità fermana. Non solo quelli del settore pubblico ma anche quelli che operano nelle strutture private convenzionate, cooperative e terzo settore. Senza una rete integrata, vera ed efficiente, infatti, il progetto sarebbe destinato a fallire».
E qui il focus si sposta sull’operato dell’Ast Fermo dove «l’organico è ancora inadeguato. Auspicavamo uno scatto di reni nel piano di reclutamento di personale dell’Azienda Sanitaria di Fermo, sia in vista dell’apertura del nuovo ospedale di Campiglione sia per garantire una “vera” riorganizzazione della sanità territoriale che non fosse solo un annuncio o poco più. L’aumento del tetto di spesa per il personale, assegnato dalla Regione all’Ast Fermo per il 2026, faceva sperare qualcosa di più in termini di rafforzamento dell’area del comparto e in special modo del numero degli infermieri. Invece, anche stavolta, al netto di timidi segnali di miglioramento, c’è stata una certa delusione per la sottovalutazione della carenza di organico presente ormai strutturalmente nell’Azienda Sanitaria fermana».
«A fronte delle preannunciate 100 nuove assunzioni in Ast Fermo nel 2026, 32 sono di figure mediche. Non che sia una cattiva notizia per il sistema in generale, soprattutto quando vanno a coprire primariati vacanti ma si continua con un trend del tutto disequilibrato nella spesa, tra figure della dirigenza e quelle del comparto. Delle 70 restanti assunzioni previste, solo 18 saranno quelle di infermieri. Dai 691 infermieri presenti al 31 dicembre scorso, si passerà al massimo a 709 unità al 31 dicembre prossimo con un saldo positivo quindi di sole 18 unità. Eppure, la prova provata della carenza effettiva di unità infermieristiche, è stata certificata dalla stessa Regione Marche che ha verificato come nel 2025, siano state richieste ed effettuate nella AST fermana, migliaia di ore di Prestazioni Aggiuntive per carenza d’organico e abbattimento liste di attesa».
«Assumere 32 nuovi medici e solo 18 nuovi infermieri, facendo cessare tra l’altro tutti i contratti a tempo determinato è un errore in termini e non garantirà un vero aumento di produttività e prestazioni erogate. Nessun medico infatti, potrà operare da solo senza l’indispensabile collaborazione di figure del comparto e in special modo dell’infermiere. Certamente non sta a noi giudicare ma anche all’interno delle 32 nuove assunzioni di medici, ci sarebbe da disquisire perché saltano all’occhio alcune dinamiche che non correlano i dati di attività di alcune specialità dell’Ast Fermo con la decisione di assumere ulteriori medici per esse. Risalta pure come tra le positive coperture dei primariati vacanti portate a termine o invia di completamento, non compaia quella della Direzione Medica di Presidio Ospedaliero, il cui posto da Direttore è scoperto da quasi tre anni. Una stranezza da interpretare. Chi dovrebbe essere protagonista principale, infatti, e pianificare insieme ai Direttori delle Unità Operative del Murri, tutto il percorso di trasferimento dei reparti nel nuovo ospedale, è proprio il Direttore della Direzione Medica di Presidio. Di contro, però, pur senza coprire il posto di Direttore di Struttura Complessa, per la Dmo sono stati assunti tre nuovi Dirigenti Medici».
Un numero decisamente maggiore sarebbe servito per la riorganizzazione del territorio e l’attivazione di Case e Ospedali di comunità: «Almeno 50 nuovi infermieri, oltre chiaramente ad altre importanti figure professionali come gli Oss, i Tecnici Sanitari e anche gli Assistenti Sociali, figure centrali, spesso sottovalutate ma indispensabili per l’integrazione socio-sanitaria. Le assunzioni d’infermieri finalizzate a tale scopo, invece, sono state solo 22 ma in concreto ne arriveranno molte meno. Di questi infatti 6 infermieri erano già in servizio con contratto a tempo determinato e 3 sono in congedo per maternità. I conti quindi non tornano come anche i tempi delle 10 assunzioni da effettuare dopo l’approvazione del Piao».
«Tanti e troppi ancora i dubbi sulla reale capacità del sistema fermano di colmare il gap storico sanitario con altri territori delle Marche – conclude Donati – facendo fronte alle criticità sanitarie che in anni di sottovalutazione e di mancati interventi, si sono cronicizzate e radicate. Di sicuro le risorse messe in campo, pur in crescita, non sono ancora sufficienti. Fials Fermo, nella Giornata Internazionale dell’Infermiere, vuole essere solidale con i professionisti infermieri della sanità fermana, ringraziandoli innanzitutto per l’insostituibile ruolo che hanno all’interno del sistema sanitario, per la professionalità che ogni santo giorno».
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