
di Silvia Ilari
Sede di partito, dove in questi mesi si è discusso, mediato, deciso. È qui che il Partito Democratico ha voluto presentare la lista per le comunali del 24 e 25 maggio, a sostegno della candidata sindaca Angelica Malvatani. Una scelta di luogo che è già un messaggio politico: «Proprio in questa stanza sono avvenute tutte le riunioni di coalizione» ha rivendicato la segretaria Dorotea Vitali, definendo il Pd come il «perno della coalizione sin dall’8 febbraio».
La lista si ferma sotto i 32 nomi. Un dato che la dirigenza dem ha dipinto come una scelta consapevole: «Abbiamo scelto il numero giusto di persone che potessero affrontare questa campagna elettorale. Non è scritto da nessuna parte che ci sia l’obbligo di avere necessariamente 32 candidati. C’erano persone più disponibili a correre in questo periodo, una campagna elettorale è impegnativa e non tutti se la sentono. Siamo soddisfatti così: sono profondamente orgogliosa di questa squadra e andremo avanti su questa strada».
A farle eco la candidata sindaca Angelica Malvatani: «Tante volte arrivare a 32 per riempire le caselle non serve. Noi abbiamo puntato sulle competenze, sulle persone. Non abbiamo mai parlato di poltrone, non c’è mai stata una scacchiera immaginaria in prospettiva futura, né tra noi né con la coalizione. È un percorso in vera serenità: abbiamo persone motivate e competenti, e tanto basta».
In una campagna elettorale dominata anche dalla contrapposizione tra partiti e civismo, Malvatani pone l’accento proprio sui primi:
«Il PD è una forza organizzativa imponente e noi ci stiamo appoggiando molto: fa davvero la differenza. Una lista civica può fare quello che vuole, ma la struttura di un partito è un’altra cosa. E noi ce la sentiamo dietro. Approfitto di questo momento per ringraziare tutti, perché c’è un lavoro incredibile dietro, anche fisico. Cose che, in altre situazioni, non si riescono nemmeno a portare avanti. Ci sono partiti che non si vergognano di essere tali».
Parlando della lista, a prendere la parola è stato il capogruppo uscente Sandro Vallasciani: «Cinque anni fa il centrosinistra fermano correva diviso, oggi no: è il frutto di un lavoro. Abbiamo il pensionato tra i candidati, così come gli under 30. Siamo soddisfatti, anche tra i nostri sostenitori, in passato più scoraggiati, sento che si respira un’aria diversa».
Poi la stoccata agli avversari, neanche troppo velata: «Dall’8 febbraio avevamo detto che entro un mese saremmo usciti con il candidato sindaco, e nessuno ci credeva. Andate a guardare i loro video, andate a guardare i loro percorsi: sono i nostri, solo con una sigla in colori che non ci piacciono. Ci hanno copiato il modus operandi».
Sul calendario della campagna pesa l’appuntamento del 20 maggio: a Fermo arriva Pierluigi Bersani. «Un altro riconoscimento importante», ha commentato Malvatani reduce dalla tappa con Bonaccini, archiviata come «una festa condivisa con più di 200 persone». «Bonaccini ha detto che le elezioni a Fermo pesano anche a livello nazionale» ha sottolineato. «Un risultato positivo arriverebbe dopo il referendum e confermerebbe che il vento è cambiato. Noi ci crediamo».
In chiusura, è la segretaria Dorotea Vitali che traccia il confine. «Qui c’è il centrosinistra, di là ci sono tre destre. Io l’ho detto sin dall’inizio, doveva essere un candidato o candidata che si dichiarasse orgogliosamente antifascista. Qui ci sono valori di sinistra, vogliamo essere chiari».
Di seguito, in foto, tutti i candidati alla carica di consigliere per il partito democratico.

Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati