Everest Marathon, Amedeo Maisto pronto a correre sul tetto del mondo

MARATONA - L'atleta è pronto ad una nuova tappa delle sue maratone in giro per il mondo. Maisto sabato partirà alla volta del Nepal, dove il 29 maggio parteciperà insieme all'amico Denis De Bartolis alla corsa estrema sulle pendici della montagna più alta della Terra

Una corsa sul tetto del mondo, questa la nuova avventura che sta per vivere il maratoneta Amedeo Maisto. L’atleta campano di origine, ma ormai fermano di adozione dopo gli anni vissuti a Falerone prima e Grottazzolina poi, tra pochi giorni prenderà un aereo con direzione Kathmandu, insieme all’amico Denis De Bartolis per partecipare alla Everest Marathon.

Si tratta di un trekking lungo le pendici dell’Everest, la montagna più alta della Terra.

«Partiremo il 16 maggio in direzione Kathmandu, poi da lì ci sposteremo a Lukla e da lì inizieremo subito a salire insieme agli sherpa per raggiungere il campo base a 5.400 metri – racconta Maisto – saranno due settimane importanti, nelle quali prepararci non solo psicologicamente, ma soprattutto fisicamente. Dovremo fare abituare il corpo a certe altezze».

Dopo Africa, Cile, Giordania, Cina e molte altre maratone in giro per il mondo, i due atleti hanno deciso di provare questa nuova avventura. Saranno gli unici due europei in gara. Un’idea nata quasi per gioco, che ora sta per diventare realtà. In questi mesi Maisto ha cercato di prepararsi al meglio ed informarsi su tutto per non farsi trovare impreparato. 

«Abbiamo cercato di allenarci su distanze lunghe, partecipando anche ad alcune maratone di questo tipo come l’ultramaratona del Trasimeno, poi ho fatto qualche uscita anche sui Sibillini, ma certo non sarà la stessa cosa, parliamo dell’Everest, una montagna di oltre 8.000 metri. Tra impegni di lavoro e meteo spesso incerto, non è stato sempre semplice allenarsi, ma ora ci siamo e non vediamo l’ora di partire. Anche preparare il viaggio non è stato semplice, abbiamo dialogato spesso con una guida nepalese, per capire come ottenere il visto e quale aereo prendere, parliamo di decine di ore di volo. Attraverso internet ho cercato di informarmi al meglio sui fattori riguardanti la gara, dall’abbigliamento all’alimentazione, che sarà molto importante. La gara si terrà il 29 maggio, gli organizzatori stimano un tempo limite di 16 ore, l’obiettivo è di arrivare vivo al traguardo (ride ndr). Ci verrà controllata spesso la saturazione, che dovrà restare entro certi parametri per poter proseguire nel percorso. Non è certo una maratona come quella a cui siamo abituati». 

«Al di là della maratona in sé, sono curioso di scoprire un luogo molto affascinante, con una natura stupenda. Anche vedere da vicino gli sherpa ed il loro modo di “lavorare” sarà molto interessante. Partiamo con la voglia di scoprire un mondo diverso dal nostro e la voglia di catturare con gli occhi il più possibile, sarà uno di quei viaggi della vita. Tra l’altro dicono che quest’anno ricorrono i 150 anni dall’apertura del percorso che faremo, parteciperemo dunque a qualcosa di storico».


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