
I gruppi di opposizione “Nuovamente per Monte Urano”, “Patto Civico per Monte Urano” e l’avvocato Martina Susino
I gruppi di opposizione “Nuovamente per Monte Urano”, “Patto Civico per Monte Urano” e l’avvocato Martina Susino intervengono sulla gestione delle colonie estive da parte dell’amministrazione comunale: «Quanto accaduto in queste ore dimostra purtroppo la grande confusione con cui viene gestito un servizio importante per tante famiglie di Monte Urano. Il primo vero post informativo pubblicato sulla pagina ufficiale del Comune è comparso soltanto giovedì sera intorno alle 22:45, a metà maggio, quando molte famiglie stavano già cercando informazioni certe su costi, modalità e organizzazione del servizio estivo. Da quel momento è iniziata una comunicazione contraddittoria che ha generato ulteriore incertezza. In un primo momento il Comune ha annunciato di non organizzare direttamente le storiche colonie comunali, demandando il servizio ai privati e prevedendo contributi economici legati all’Isee. Successivamente, nel primo post pubblicato sui social istituzionali, l’amministrazione ha scritto testualmente che ‘saranno inoltre garantite anche le tradizionali colonie estive al mare’. Poche ore dopo, però, quella frase è stata modificata e sostituita con un più generico: ‘si prevede comunque di inserire proposte che offrono colonie estive al mare’. Tra un servizio ‘garantito’ dal Comune e la semplice previsione di eventuali proposte private esiste una differenza sostanziale, che i cittadini hanno immediatamente colto».
La vicenda delle colonie estive si inserisce, per le opposizioni, in un quadro politico più ampio: «Proprio nell’ultimo Consiglio Comunale l’amministrazione ha approvato il nuovo regolamento dedicato al Terzo Settore. Uno strumento che potrebbe avere anche aspetti positivi se utilizzato per valorizzare la collaborazione con associazioni e realtà del territorio. Quello che contestiamo, però, è il rischio che il Comune utilizzi questo modello non per affiancare i servizi pubblici, ma per arretrare progressivamente dal proprio ruolo diretto nell’organizzazione di servizi importanti per le famiglie. Restano inoltre forti dubbi anche sotto il profilo economico. I dati dello scorso anno parlano di circa 187 bambini iscritti, con una spesa complessiva di circa 55 mila euro, parzialmente coperta dalle quote versate dalle famiglie. Con il nuovo sistema, invece, le famiglie saranno chiamate ad anticipare costi più elevati, con rimborsi subordinati a Isee e rendicontazioni, aumentando inevitabilmente incertezza e difficoltà di accesso al servizio. Il rischio concreto è che alcune famiglie rinuncino alle colonie estive proprio per motivi economici o organizzativi. Aiutare davvero le famiglie significa garantire servizi organizzati per tempo, accessibili e sostenibili. Le famiglie di Monte Urano meritano rispetto, chiarezza e una programmazione seria».
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