di Silvia Remoli (foto Simone Corazza)
Il Piazzale del Girfalco davanti alla Cattedrale aveva già regalato il suo spettacolo nel pomeriggio con l’arrivo dell’ottava tappa del Giro d’Italia: l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez tagliava il traguardo in cima ai celebri “muri” marchigiani, conquistando l’ottava tappa Chieti–Fermo di 156 km. Poche ore dopo, la stessa energia si trasferiva sotto il sipario del Teatro dell’Aquila, per una serata di gala ad ingresso gratuito firmata Conad.
A condurla Valentina Petrucci, stupita dell’affetto di tutti presenti, tra cui cariche istituzionali, cittadini, turisti, appassionati di ciclismo e semplici curiosi attratti dagli ospiti in programma.
All’apertura non può mancare la voce dell’amministrazione comunale, e quindi il Vicesindaco reggente Mauro Torresi ha subito rivolto un pensiero ai residenti e ai commercianti che per un’intera giornata hanno visto la viabilità del centro storico — e di alcune periferie — stravolta dai blocchi imposti per ragioni di sicurezza. Un prezzo pagato volentieri, ha sottolineato, consapevoli del valore di ospitare una tappa del Giro: proprio quei “muri” di periferia, famosi tra i ciclofili, avevano contribuito a rendere la tappa fermana una delle più attese del calendario.
L’Assessora alla Cultura Micol Lanzidei ha parlato del progetto Scuola di Platea, che avvicina i ragazzi al mondo del teatro favorendo incontri con registi e attori professionisti: un filo ideale tra lo sport di strada e la cultura di palcoscenico.
Segue l’intervento del Direttore Generale Operativo della Coperativa Conad Walter Boccuni, che ha evocato i grandi nomi del ciclismo italiano — Coppi, Pantani, Moser — e la capacità di quelle storie di passare di generazione in generazione come una tradizione familiare. Ha ricordato l’impegno di Conad Adriatico nella solidarietà alimentare, con 12 empori della solidarietà aperti sul territorio nazionale, diversi dei quali nelle Marche, e il progetto “Sosteniamo il futuro” a favore degli ospedali pediatrici, che si aggiunge ai tanti e virtuosi aiuti che il Conad si impegna a dare su tutto il territorio nazionale.
Le sue parole si aggiungono a quelle del Direttore Commerciale e Marketing di Conad Adriatico Federico Stanghetta, che nel pomeriggio, all’arrivo degli atleti, ha consegnato la Maglia Bianca, riservata ai giovani corridori del Giro, e ha spiegato come Conad sostenga le nuove generazioni su più fronti: dalla donazione di 150.000 euro al reparto pediatrico dell’ospedale Salesi di Ancona, al concorso “Scritto di Classe” che finanzia materiale didattico e tecnologico per le scuole, fino al supporto alle società sportive dilettantistiche: «Il Giro d’Italia, dal dopoguerra, è una manifestazione sportiva super partes. Unisce con le sue tappe tanti angoli della nostra penisola, popola le strade di entusiasmo, fa incontrare le persone di tutte le età. Noi di Conad siamo inoltre attivi in tema di sostenibilità, impegno sociale e benessere, valori che rappresentano pienamente la nostra visione della sponsorizzazione come strumento capace di creare cultura, connessioni e consapevolezza. Da qui nasce anche il focus sul nostro brand “Piacersi”, dedicato al benessere e alla valorizzazione della persona: uno stile di vita che unisce salutismo, equilibrio e piacere. Crediamo infatti che il gusto e il benessere possano convivere armoniosamente, perché prendersi cura di sé significa anche vivere il piacere del palato con la soddisfazione di sentirsi bene e in salute. Continueremo a impegnarci per sostenere e promuovere eventi sportivi, culturali e iniziative di informazione e sensibilizzazione sui temi sociali, della salute e del supporto alle persone più fragili.Ci auguriamo che questa sia solo una delle tante occasioni future per incontrarci, condividere valori positivi e vivere insieme momenti di festa come questo».
Tra gli ospiti della serata Raoul Bova e Ubaldo Pantani, ospite fisso di Fabio Fazio a ‘Che tempo che fa’ e del Gialappa’s Show.
Nel dialogo “A tu per tu”, l’attore romano ha annunciato il suo spettacolo teatrale, con il quale vorrebbe proprio tornare nel Teatro dell’Aquila, “Il nuotatore di Auschwitz”, dedicato alla storia reale di Alfred Nakash, nuotatore algerino-francese, campione olimpico internato nei campi di concentramento nazisti, una storia di resilienza e generosità.
Il parallelo con il ciclismo si è imposto naturalmente: sacrificio, superamento dei propri limiti, rapporto con il tempo, la fatica, i polmoni che bruciano. Nuoto e bicicletta, ha detto Bova, parlano la stessa lingua.
Il gran finale è stato affidato a Ubaldo Pantani, autentico mattatore del palcoscenico. Nella sua attesa carrellata di imitazioni ha attraversato il panorama televisivo italiano — da Del Debbio a Giordano, da Vespa a Travaglio — e quello calcistico con Buffon, Gattuso, Allegri, Spalletti e Inzaghi, prima di congedarsi nelle sembianze di Lapo Elkann e infine del suo inimitabile Gineprio, il tenero personaggio del Gialappa’s Show.
Ma la vera sorpresa è arrivata un po’ prima dei saluti : Pantani ha deciso di togliersi la maschera — sempre con la sua elegante ironia — e di raccontarsi. Infanzia, adolescenza, il percorso verso il palcoscenico, la vita da artista e da padre di famiglia. Una confessione leggera e autentica che ha conquistato il pubblico.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati