
Adriano Spinozzi sulle strade del Giro d’Italia
Classe 1964, Adriano Spinozzi è entrato di diritto nella storia del ciclismo territoriale quale primo fermano a calcare gli scenari del professionismo. In gioventù le esperienze nelle categorie Allievi, Juniores e Dilettanti, arrivando a suon di vittorie a vestire la maglia della Nazionale. Da dilettante spiccano i successi, nel 1988, alla Fracor di Levane ed al trofeo di Cesa Valdichiana, gara internazionale dove Spinozzi ha battuto in volata niente meno che Mario Cipollini.
Nel 1996 il professionismo assaporato nel team Cantina Tollo di Vincenzo Santoni, prendendo parte a competizioni come la Vuelta Asturias, Tour de Polonia, Giro del Trentino, della Lombardia, maturando importanti vittorie. Da oltre 30 anni in cabina di regia, con l’indimenticabile Gaetano Gazzoli, presso il Gran Premio Internazionale di Capodarco, Comunità di Capodarco, dove segue da vicino l’aspetto tecnico ed i rapporti con altre importanti realtà del settore. Attualmente al fianco della Federazione Ciclistica Italiana e della Lega Ciclismo professionistico per il servizio radio-informazioni in gare internazionali, dilettantistiche e professionistiche, come per l’appunto il Giro d’Italia, la Tirreno Adriatico, le Strade Bianche, campionati italiani e tantissime altre gare. Una voce, dunque, decisamente autorevole per commentare la tappa del Giro d’Italia vissuta sulle strade fermane sabato scorso, 16 maggio (vedi l’articolo sotto correlato).
«Si è trattato di una bella tappa, con risonanza mediatica mondiale – l’analisi di Spinozzi -. Di base, però, sono sempre i corridori a fare la corsa e nel caso di Fermo i campioni sono rimasti al coperto, senza darsi battaglia. Da sottolineare però, come tracciato, l’impegnativo tratto finale del percorso, con i “muri” ma, riprendendo il mio concetto, non è stata stravolta la classifica del giro. Infatti, sono sempre i corridori a rendere effervescente o meno la gara: l’interpretazione della tappa da parte dell’atleta è molto più importante, e decisiva, rispetto ad ogni tipologia di percorso, anche il più ostico ed impegnativo. Dal mio punto di vista, riallacciandomi ai tanti anni di esperienza nel settore, ciò che mi preme sottolineare è il fatto che è venuta a mancare la vera e propria promozione per il nostro territorio in senso allargato, trascurando cioè il Fermano nel suo complesso, puntando solo su Fermo-città», l’inciso di Spinozzi.

Spinozzi durante la carriera in sella alle due ruote
«Era auspicabile, ad esempio, il transito sul lungomare fermano, da Porto Sant’Elpidio a Lido di Fermo solcando Porto San Giorgio, per poi risalire alla volta di Capodarco, dedicando sempre a mio avviso giustamente la tappa a Gaetano Gazzoli, per un epilogo di giornata per come in effetti è avvenuto». Spinozzi non dimentica l’entroterra. «Si poteva aggiungere anche l’area interna imprenditoriale, solcando ad esempio città come Montegranaro, Monte Urano, Sant’Elpidio a Mare o Porto Sant’Elpidio – ha proseguito Spinozzi -. Dalla costa alla collina cioè, per valorizzare ulteriormente il nostro intero territorio ma ciò non è avvenuto, perché, secondo me, è venuto a mancare quel filo conduttore tra organizzatori esperti della nostra zona, come strutture tecniche e tesserati di altre manifestazioni dal respiro internazionale, escludendo quindi veri esperti esperti di ciclismo della nostra zona da tanti anni».
Il richiamo di Spinozzi va «a Vincenzo Santoni, esperto organizzatore. O coinvolgendo i protagonisti del concetto dei “muri”, realizzato da Sandro Fasciani nelle categorie Amatori ed ai suoi Sette Muri Fermani e, perché no, anche con altre gare dilettantistiche. In passato sono state organizzate tappe della Tirreno Adriatico, gare professionistiche a Porto Sant’Elpidio con una vera promozione sul territorio, passando per Fermo con ordini di arrivo di livello mondiale. Per me, gli unici organizzatori di rilievo da quarant’anni a questa parte, che potevano cioè avere un occhio di riguardo migliore per il nostro territorio, sono stati per l’appunto Vincenzo Santoni ed il compianto Gaetano Gazzoli, personaggi che hanno saputo promuovere fino in fondo il Fermano nel Mondo».

Insieme all’indimenticato Gaetano Gazzoli in cabina di regia al Gran Premio di Capodarco – Comunità di Capodarco
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