“La dottoressa”: mostra dedicata a Ginevra Corinaldesi, primo medico condotto delle Marche

FERMO - Una pioniera della sua professione. Domani alle ore 17 alla Biblioteca Spezioli 

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Sarà inaugurata domani, lunedì 8 giugno 2026, alle ore 17, alla Biblioteca civica “Romolo Spezioli” di Fermo la mostra documentaria dal titolo “La dottoressa”. Ginevra Corinaldesi, prima donna medico condotto nelle Marche“.
L’iniziativa espositiva, promossa dalla Biblioteca di Fermo e dall’Università Politecnica delle Marche, a cura di Vanessa Sabbatini e della famiglia Corinaldesi, nell’allestimento di Antonio Zappalà e della Biblioteca “Spezioli”, sarà visitabile al Gabinetto Stampe e Disegni della Biblioteca Civica e ripercorrerà attraverso foto e documenti pubblici e privati la vita della “dottoressa”, come tutti la chiamavano e  che ancora in molti ricordano con affetto.

«Siamo particolarmente lieti di questo evento culturale che celebra e ricorda una figura come quella della dott.ssa Ginevra Corinaldesi, così importante per il territorio, in particolare per la nostra nostra città nella quale ha lasciato una traccia  ed un ricordo indelebili – ha detto il Sindaco di Fermo Alberto M. Scarfini – tanto che alla figura della dott.ssa è stata intitolata nel 2018 una sala del Palazzo Comunale. Questa iniziativa contribuisce a valorizzarne la memoria per l’alto contributo medico, scientifico e sociale che ha dato, per quanto ha fatto con grande passione e dedizione tutta la vita, un esempio da conoscere e da prendere a modello. Un grazie per questo evento alla Biblioteca Spezioli, all’Università Politecnica, alla Commissione regionale Pari Opportunità, all’Ordine dei Medici di Fermo, a Soroptimist di Fermo ed ai familiari per questo lavoro corale».

L’evento è inserito in un più ampio pomeriggio “accademico” di studi che, a partire dalle ore 15.00, sarà dedicato alle donne in medicina. Interverranno, in questa prima fase, Stefania Fortuna, docente di Storia della Medicina al Dipartimento Scienze Cliniche e Molecolari dell’Univpm Marche, che coordinerà l’intera iniziativa, Alessandro Bargoni dall’Università di Torino ed  Emanuele Armocida dall’Univpm Marche.

L’inaugurazione della mostra, a partire dalle ore 17.00, dopo i saluti delle istituzioni coinvolte ovvero Comune di Fermo, Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, Ordine dei Medici di Fermo e Soroptimist di Fermo, sarà introdotta da Vanessa Sabbatini, Dottora di ricerca in Storia della medicina presso l’Univpm Marche con una tesi sulle donne in medicina nelle Marche nel Novecento, con particolare riguardo alla figura della “nostra” dottoressa, e da un successivo intervento di Carla Chiaramoni, nipote di Ginevra Corinaldesi, che parlerà della “vita coraggiosa” della nonna, antesignana delle donne medico condotto nelle Marche.
La mostra suggella una precedente iniziativa del Comune di Fermo che, in occasione del bando del Ministero per le pari opportunità “L’Italia delle donne, storie incredibili di donne invisibili”, candidò la figura di Ginevra Corinaldesi su segnalazione del Club Soroptimist di Fermo: la sua biografia fu scelta, unica marchigiana, tra 387 candidature di donne indicate da vari territori d’Italia e il 7 marzo 2025 fu premiata al Maxxi di Roma.

BIOGRAFIA DOTT.SSA GINEVRA CORINALDESI

Ginevra Corinaldesi nacque a Serra San Quirico, in provincia di Ancona, il 2 aprile 1904. Dopo aver frequentato il liceo classico a Jesi, nel 1923, si iscrisse al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Camerino. Con grandi sacrifici per le precarie condizioni economiche della famiglia, riuscì a completare gli studi a Pisa (non essendo stato istituito a Camerino il quinto anno di corso) dove si laureò il 18 luglio 1929 con la votazione di 110 su 110.
Il 21 aprile 1930 conseguì l’abilitazione all’esercizio della professione medica e divenne medico condotto a Montelparo dove rimase per venti anni.
Nel 1950 vinse il concorso per una delle condotte mediche di Fermo e lì si trasferì con tutta la famiglia, svolgendo anche le funzioni di ufficiale sanitario presso il carcere e di medico scolastico.
In pensione dal 1971, seguitò a svolgere attività di volontariato all’interno dell’ospedale di Fermo. Ricevette riconoscimenti e premi come “Creare è donna” nel 1988 e “Premio Plauso” nel 1996.


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