«Nuovo scandalo nella sanità marchigiana: sangue e pasti sui furgoni. Cesetti e Mastrovincenzo (Pd) denunciano «la promiscuità dei carichi all’Ast di Fermo: violate le norme, la Giunta chiarisca». Ma la posizione di Ast Fermo e Avis provinciale dice tutt’altro. Per il direttore della Medicina trasfusionale, Gianluca Riganello «tutti gli emocomponenti prelevati nelle sedi di raccolta del Fermano raggiungono in perfette condizioni il Servizio Trasfusionale» mentre la presidente provinciale Avis, Elena Simoni rimarca che «ad oggi non abbiamo rilevato anomalie che hanno o avrebbero causato una non conformità a quanto trasferito dal braccio del donatore alla centralizzazione».
Partiamo dalla denuncia dei due consiglieri regionali Pd: «Ancora una volta la sanità marchigiana finisce alla ribalta nazionale per uno scandalo che lascia sgomenti. La promiscuità documentata dall’inchiesta di Fanpage tra la logistica dei pasti e il trasporto di materiale biologico, con sacche di emoderivati – scrivono in una nota i consiglieri regionali del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti e Antonio Mastrovincenzo – stipate in furgoni non idonei, rappresenta una violazione intollerabile della sicurezza dei pazienti. Questa condizione – affermano Cesetti e Mastrovincenzo – viola palesemente le Linee Guida del Centro Nazionale Sangue (CNS), che impongono vani di carico sanificabili e il divieto assoluto di trasporto combinato con materiali contaminanti. A ciò si aggiunge la carenza di formazione del personale e l’assenza di sistemi certificati per il monitoraggio termico, fondamentali per preservare la qualità del materiale biologico. È grave che, nonostante un allarme formale inviato un mese fa da un’organizzazione sindacale ai vertici dell’Ast, non sia stato adottato alcun provvedimento risolutivo: il sindacato aveva già evidenziato l’inadeguatezza normativa e i gravi rischi legali e professionali a cui sono esposti gli autisti».
Il quadro, secondo Cesetti e Mastrovincenzo, è indice di «un’inerzia prolungata: risale già al 2021 una segnalazione documentata su trasporti analoghi in mezzi inadeguati. E dei veicoli speciali, il cui acquisto è stato formalizzato dall’Ast mesi fa, non c’è ancora traccia. Nel frattempo, si continua a operare in modo irregolare, ignorando i pericoli per l’integrità del materiale biologico. Quello che sta accadendo nelle Marche – continuano i consiglieri del Pd – è il sintomo di un sistema che, a causa di inefficienze denunciate da anni dalle opposizioni e ignorate dalla maggioranza, si sta letteralmente accartocciando su sé stesso, ledendo il diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Dopo il Plasmagate all’Ospedale di Torrette, questo nuovo caso rappresenta un ulteriore schiaffo ai donatori, un’offesa intollerabile alla loro generosità che rischia di causare un drastico calo delle donazioni di cui pagheranno le conseguenze i pazienti».
Per queste ragioni, Mastrovincenzo e Cesetti annunciano il deposito di un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale: «Vogliamo risposte immediate. Come è stato possibile permettere il perdurare di tali procedure nonostante gli avvertimenti e la nota carenza di mezzi idonei? È necessario fare piena luce, accertare le responsabilità e ripristinare immediatamente protocolli conformi».
Ma sull’argomento, si diceva, intervengono anche, con una nota congiunta, l’Ast di Fermo, con il direttore della Medicina trasfusionale, Gianluca Riganello, e la presidente provinciale Avis, Elena Simoni. E la loro posizione è molto diversa da quanto sostenuto dai due consiglieri Pd: «Tutti gli emocomponenti prelevati nelle sedi di raccolta del Fermano raggiungono in perfette condizioni il Servizio Trasfusionale. Nessuna unità di sangue o plasma è stata mai sprecata o mal gestita e tutte sono state correttamente inviate alla lavorazione». Notizie, quelle circolate, che per l’Ast Fermo «possono creare un danno al sistema di raccolta sangue con eventuali ripercussioni sulle donazioni, intaccando il grande lavoro fatto di concerto con le associazioni di donatori e che sta dando nel Fermano eccellenti risultati».
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