La poesia e la follia

Giuseppe Fedeli

La poesia e la follia.
“C’è una crepa in ogni cosa/ da cui entra la luce”
L.Cohen

Clemens Brentano diceva che la follia è la sorella sfortunata della poesia. Di certo, la poesia è presentimento, nasce dalla paziente e diuturna ausultazione del Sé del mondo, portando a compimento la catarsi dell’io poetante, e, miracolosamente, del tu cui si rivolge. Spesso nasce da un fondo di sofferenza, di dolore: la sua verità è “obliqua e infranta” (“angular and splintered”, canta Borges): la poesia è sublimazione di una sensazione, di un’emozione che si fa Verità (alétheia); coglie l’Infinito in un particolare, pur all’apparenza insignificante: un gatto sullo scalino, un fiocco di neve che indugia nell’aria; Venere che brilla solitaria, la notte di San Lorenzo, i sassi lavati dai torrenti. Una foglia che plana, senza far rumore…

Solo i più “arrischianti” aprono la porta a questo silenzioso “messaggero”: sono i poeti, dirà Heidegger, sacerdoti dell’ekstasis, dell’”uscir fuori da sé”, che, nell’excessus mentis colgono la sovrabbondanza delle cose, in uno sguardo che, trascorrendole, le oltrepassa.

In essentia, la poesia abita il silenzio e, secondo la folgorante intuizione di Mario Luzi, lavora a strappare la sorgente primigenia di ogni sillaba all’oblio: le parole, oracolari, si staccano dal Silenzio, per farvi ritorno. La poesia non è pronunciabile, è in-dicibile, perché dice (l’)Altro. La semantica dei versi rimanda a un Altrove che la oltrepassa e, appunto, non dice: ma, come l’oracolo di Delfi, “traduce”, accenna; il linguaggio dell’arte è immerso nella irrazionalità, che spesso è paradosso: il verso ama farsi ascoltare, pudico, «(…)è un dio che si presenta, trema / ai tuoi vetri, ha freddo, non trova le parole. / E qualche volta muore per la bianca / paura di non nascere» (M. L. Spaziani). La magia della poiesis è entrare, rabdomanticamente, a contatto con il nucleo più profondo dell’altro-da-sé, con le sue penombre, le incandescenze  e le iridescenze dell’anima, nelle sue innumeri significazioni e sfumature.

Giuseppe Fedeli


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti