«Il 2026 per Amandola si è aperto all’insegna di maggiori costi per i suoi cittadini. A fine anno scorso infatti l’amministrazione aveva deciso l’aumento dell’addizionale Irpef, delle tariffe della mensa e del trasporto scolastico nonché la modifica delle fasce di reddito per le colonie estive determinando un aggravio generale, soprattutto per le famiglie, vero futuro della nostra comunità». Inizia così la nota dell’opposizione “Amandola di nuovo”, critica nei confronti dell’amministrazione guidata dal sindaco Adolfo Marinangeli che, però, replica punto per punto: «Quante falsità. E lo dimostrano i fatti».
Ma andiamo per ordine. «Alla promessa dell’Amministrazione di discutere sull’addizionale Irpef, è seguito un silenzio laconico che ha fatto scadere lo scorso 15 aprile anche la possibilità prevista da legge di prevederne – incalzano dalla minoranza – la rimodulazione e lo scaglionamento, contravvenendo ad una mozione, proposta dal nostro gruppo e approvata all’unanimità, sull’impegno ad attuare una progressività dell’imposta al fine di essere più vicini alle fasce più deboli. A questo si aggiunge anche una gestione dei servizi sui rifiuti discutibile, senza un atto che giustifichi i pagamenti extra per il conferimento di legno ed ingombranti all’Ecocentro. Una situazione che vede una contrazione dei servizi a fronte di un aumento dei costi per gli stessi, una ricetta ben lontana dalla “cura da cavallo” che proprio a mezzo stampa fu promessa oramai 2 anni fa. La realtà è un continuo aggravio dei costi sulle famiglie, aggravio che spinge alla riflessione anche le giovani coppie sul restare. L’aumento dei costi, unito a tutte le difficoltà quotidiane del vivere nelle aree interne, non ultimo muovendosi quotidianamente su una struttura viaria spesso compromessa o soggetta a lavori la cui fine non è data, pone forti dubbi sull’idea di sviluppo futuro della comunità da parte dell’Amministrazione. In questo contesto, oramai noto a tutti – la stoccata finale di Amandola di nuovo – a poco servono misure spot per iniziative estemporanee dalle brevi durate vendute a mezzo stampa come grandi rivoluzioni che, su un periodo più lungo della settimana, lasciano poco o nulla: il paradigma dovrebbe essere piuttosto una vicinanza strutturale fatta di sostegno economico e dialogo, ahinoi del tutto assente».
E’ il turno del sindaco Marinangeli che, ovviamente, parte dalle tariffe: «Erano ferme da 12 anni da quando sono stato eletto per la prima volta nel 2014 e sono state ritoccate con un leggero aumento di qualche centesimo con importi da 2,50 a 3,00 a pasto e quindi restando ancora le più basse in assoluto di tutta la provincia e della zona, oltre allo sconto del 20% e del 50% per il secondo e terzo figlio nonché la modifica delle fasce di reddito per le colonie estive che restano le più basse della zona ma che garantisco ancora circa 45 giorni di impegno e gestione della ormai nota estate ragazzi». Sull’addizionale Irpef il sindaco rimarca che «l’impegno preso era possibile applicarlo per legge, cosa che la scadenza dei termini non ha permesso. Ciò nonostante quella cifra è stata congelata nel bilancio per essere utilizzata come previsto dal consiglio comunale per attività sociali o interventi a favore delle fasce più deboli per aiuto negli affitti o acquisti di generi alimentari«.
Sulla gestione rifiuti discutibile, Marinangeli sostiene che è «assolutamente non vero in quanto è ancora in via sperimentale ed è stata prevista con atti di giunta e poi inserita nella delibera di approvazione del bilancio 2026».
La minoranza punta l’indice su contrazione servizi e aumento di costi. «Assolutamente falso in quanto la nuova organizzazione della raccolta degli ingombranti ha tolto dalla tariffa circa 32.000 euro che nel 2025 sono stati spalmati su tutti i contribuenti. Non c’è stata alcuna contrazione nei servizi che si sono ampliati ed hanno compreso attività ulteriori di gestione e controllo della raccolta differenziata con l’inserimento di molte nuove aree ecologiche informatizzate h24 che hanno risolto il problema della raccolta rifiuti anche e soprattutto per i turisti o per i pendolari, una ricetta ben lontana dalla “cura da cavallo” che proprio a mezzo stampa fu promessa oramai due anni fa. Si ricorda che Amandola è stato l’unico Comune della zona se non della provincia a mettere a disposizione delle attività commerciali e produttive la cifra di 225.000 euro per dare un aiuto all’economia locale che da dati del ministero ha visto un incremento del gettito Irpef per due anni consecutivi, secondo Comune della provincia, di oltre 8% del valore delle denunce dei redditi. Dire quello che dice la minoranza vuole dire vivere in un altro paese perché basterebbe a questo punto solo ricordare le 22 aziende locali tutte amandolesi finanziate con i fondi del bando Borghi linea “c” con 75.000 euro, ognuna a fondo perduto, che ha visto la nascita di nuove imprenditorie anche giovanili e femminili. Se non è una forte e sostanziosa cura da cavallo questa non saprei cosa poter fare di meglio».
L’opposizione parla anche di un continuo aggravio dei costi sulle famiglie, aggravio che spinge alla riflessione anche le giovani coppie sul restare: «Falso perché si sta lavorando anche sul problema, atavico e nazionale, dello spopolamento delle aree interne che ha visto un sensibile rallentamento in termini numerici con un solo -3 abitanti in un anno. E stato confermato anche l’aiuto alle famiglie per la nascita dei nuovi figli con l’assegno di 200 euro a bambino oltre all’aiuto in termini di abbattimento dei costi per il secondo e terzo figlio».
E le strade? «Sulla situazione viaria nazionale o provinciale il Comune non può fare assolutamente nulla, non avrebbe né competenze e né fondi per fare investimenti in tal senso, promessi purtroppo da tutti i governi degli ultimi 50 anni la cui fine non è data. Ma i dati Istat dicono una cosa completamente diversa ed in controtendenza con la normale situazione di difficoltà e disagio di tutte le aree cosiddette interne. Una lettura del genere è a dir modo cieca ed infelice perché non tiene conto di alcuni dati importanti che sono sotto gli occhi di tutti e che stanno facendo di Amandola uno dei centri più attivi dell’entroterra sia come presenze che come attività. Basti pensare ai tanti corsi di formazione che sono stati organizzati e che porteranno durante questo periodo centinaia di giovani a vivere nella città grazie ai master universitari ed alle summer school».
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