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Lettere al direttore, Paolo Ciuccarelli:
“Abbandonare gli avamposti ideologici
ad un anno dalla morte di Emmanuel”

ANNIVERSARIO EMMANUEL - La lettera: "Fermo ha bisogno di ritrovare pace, e chiunque, e per qualsiasi motivo remi nella direzione opposta credo che debba essere emarginato, per il bene della nostra amata città"
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di Paolo Ciuccarelli

Caro direttore,

Paolo Ciuccarelli

ad un anno dalla morte di Emmanuel, tragico evento che ha sconvolto l’intero territorio Fermano, credo che non si possa non volgere il pensiero a questa vita che ha trovato la morte nella nostra città, ciascuno nel modo che crede migliore.Una preghiera, una riflessione, un pensiero, un fiore, un qualsiasi tributo nel ricordo di chi oggi non c’è più.Durante l’anno trascorso, questo drammatico evento è stato oggetto di continue discussioni, da un’iniziale ribalta mediatica nazionale e internazionale che ha portato la nostra città ad essere conosciuta per ciò che non dovrebbe, si è continuato nel tempo, con lo svolgersi della disputa giudiziaria, a riempire pagine di giornali, questa volta per fortuna, solo locali, di qualsiasi fatto inerisse il tragico evento. Inutile che mi dilunghi su questo, anche io ho più volte partecipato al carosello mediatico, scrivendo personalmente svariati articoli in merito, cosa di cui mai mi sono pentito, in quanto tutto ciò che è arrivato dalla mia penna ha avuto sempre un unico fine: difendere la reputazione della città dove sono nato, letteralmente travolta da un fatto seppur gravissimo di cronaca, che peró mai avrebbe dovuto mettere in discussione “la bontà” del nostro territorio, quelle assolute qualità che contraddistinguono la nostra provincia, facendone una vera e propria oasi di vivibilità Italiana.

La mia città è stata dipinta come non è, e sono orgoglioso di aver fatto il massimo per difenderla. Alla fine è arrivata una sentenza con cui è stata messa la parola fine a questa tragica vicenda. Inutile ribadire la ferita lasciata, come inutile sottolineare che la comunità si è divisa su questo fatto di cronaca; cosa peraltro preventivabile, ma è altrettanto utile dire che la nostra comunità deve ritornare unita per il bene e il futuro del nostro territorio, purtroppo oggi in un momento ancora difficile, come conseguenza dell’altra immane tragedia che ha colpito le Marche(il terremoto). E allora, credo, che il senso di responsabilità di ciascuno, dovrebbe far si che vengano da tutti abbandonati gli avamposti ideologici da cui si sono svolte battaglie troppo spesso anche politiche, o comunque di rilevanza politica, che hanno caratterizzato questo intero anno, che con la data di domani 5 Luglio si conclude.

È di oggi la dichiarazione di Don Vinicio Albanesi in cui ha pubblicamente fatto sapere che non sarà alla manifestazione promossa dal Comitato 5 Luglio di domani a Fermo, contro il razzismo, perché definita dallo stesso “politicizzata”. Don Vinicio Albanesi ha altresì dichiarato di aver celebrato una messa in memoria di Emmanuel, considerando questo il modo più giusto per tributare il rinnovato cordoglio ad Emmanuel ad un anno dalla sua scomparsa . Credo che si debba ripartire da queste Sue dichiarazioni, per iniziare una nuova stagione dove alla divisione si sostituisca l’ Unione; e nessuno meglio di lui avrebbe potuto fare il primo passo in questa direzione, aprendo una strada che tutti noi fermani insieme dobbiamo percorrere.

Da semplice cittadino, voglio rendere onore alla persona Don Vinicio per quanto detto, e che queste Sue parole possano servire a tutti come monito per il futuro. Fermo ha bisogno di ritrovare pace, e chiunque, e per qualsiasi motivo remi nella direzione opposta credo che debba essere emarginato, per il bene della nostra amata città.

 

Per inviare le vostre lettere: redazione@cronachefermane.it


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