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In Cina, Stati Uniti e UE crescita in doppia cifra per l’agroalimentare made in Marche

ECONOMIA - Boom dell'olio (+28 per cento) e crescita del vino (+3 per cento) nonostante le difficoltà create dal sisma al settore produttivo e le tensioni internazionali
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Segnali positivi dall’export agroalimentare marchigiano che nel primo semestre del 2017 fa segnare una crescita del 7 per cento, nonostante le difficoltà create dal sisma al settore produttivo e le tensioni internazionali. Ad affermarlo è un’analisi della Coldiretti regionale sugli ultimi dati Istat relativi al commercio estero nel periodo gennaio-giugno. Un dato tanto più importante se confrontato con l’andamento generale, dove il volume complessivo delle esportazioni marchigiane diminuisce dell’1 per cento.

Tra i mercati, è netta la crescita dei prodotti agricoli e agroalimentari su quello statunitense (+36 per cento), nonostante le tensioni legate alle politiche neo protezionistiche del presidente Trump, ma il cibo made in Marche tiene anche nell’Inghilterra della Brexit, con un balzo in avanti del 9 per cento. Aumento a doppia cifra anche in Cina (+20 per cento) e nell’Unione Europea (+11 per cento). Tra i settori, è boom per l’olio con un +28 per cento ma cresce anche il vino (+3 per cento).

L’agroalimentare, ricorda Coldiretti, svolge un effetto traino unico sull’intera economia per l’impatto positivo di immagine sui mercati esteri dove il cibo Made in Italy è sinonimo di qualità.


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