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L’Ordine dei commercialisti
in prima linea
nella lotta alla violenza sulle donne

PORTO SAN GIORGIO - Un focus economico e legislativo, quello organizzato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, per fare il punto sui progetti e le iniziative che la categoria ha messo in campo nel contrasto alla violenza sulle donne.
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di Sandro Renzi
I commercialisti dalla parte delle donne. Un focus economico e legislativo, quello organizzato dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, per fare il punto sui progetti e le iniziative che la categoria ha messo in campo nel contrasto alla violenza sulle donne. E Fermo non è da meno. Questa mattina, infatti, anche la sezione locale dell’Ordine ha aperto le porte confrontandosi in streaming con i colleghi di Milano ed altri cento ordini per approfondire un tema di stretta attualità e fare rete. “Il convegno di oggi (intitolato I commercialisti nella società civile ndr) – spiega la presidente dell’Ordine di Fermo, Eliana Quintili – è stata l’occasione per “uscire” dalle nostre professioni e puntare al sociale. Anche i commercialisti possono infatti contribuire, per quelle che sono le loro competenze, alla risoluzione di conflitti famigliari ad esempio”.

Contro le donne, purtroppo, non viene esercitata solo una violenza fisica (e la cronaca è piena di vicende spesso drammatiche) ma anche e, forse più frequentemente, piscologica ed economica. Per questo motivo la componente femminile presente nei Consigli territoriali, sensibile alle discriminazioni di genere, ha fortemente voluto questa giornata.

Da sx la viceconsigliera pari opportunità Maria Lina Vitturini e la presidente Ordine commercialisti Eliana Quintili

“Avviene non di rado negli ambienti lavorativi –prosegue la Quintili- attraverso forme subdole di ricatto o addirittura nei rapporti di coppia che la donna si trovi in una situazione di forte disagio. Una piaga sociale a cui noi possiamo mettere un argine con le nostre competenze”.

Anche attraverso una rete che l’Ordine sta sviluppando in tutta Italia e, in alcune città, addirittura mediante l’apertura di sportelli ad hoc. Superare le questioni prettamente tecniche insomma e diventare protagonisti del tessuto sociale.

“Da parte nostra c’è l’impegno a sensibilizzare e coinvolgere il più possibile gli altri Ordini professionali per sederci allo stesso tavolo e avviare un percorso comune”. E’ quanto si potrebbe fare nel caso degli affidamenti di minori. “Anche i commercialisti, come gli avvocati, potrebbero dire la loro perché si tratta di situazioni in cui oltre all’aspetto giuridico anche quello economico ha il suo peso” chiarisce la presidente.

E non sono rari i casi in cui le professioniste “che non sono chiamate solo a fare i conti”, tiene a precisare la Quintili,  si trovano nei loro studi faccia a faccia con altre donne ad ascoltare i loro problemi e tentare di fornire un supporto. Da qui la scelta precisa di formalizzare questo impegno che va oltre il diploma di laurea appeso alla parete e “sfonda” nel sociale. E di rete parla anche la neoviceconsigliera pari opportunità della provincia di Fermo, Maria Lina Vitturini, presente al convegno.

“Solo facendo sistema riusciremo a scardinare la violenza contro le donne -ricorda- ma occorrono risorse e stanziamenti pure dal Governo ed un impegno preciso delle istituzioni”.


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