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Consorzio di Bonifica,
accolto il ricorso contro una cartella esattoriale,
Sos Utenti:”Ci affidiamo alla magistratura”

FERMO - Di Ruscio: "Come Associazione SOS Utenti sino ad oggi siamo stati cauti nel consigliare i proprietari d’immobili di ricorrere contro le cartelle esattoriali in attesa dell’arrivo di questo pronunciamento favorevole. Oggi ci sentiamo tranquilli nel suggerire di ricorrere perché la diga sta franando. I nostri tecnici e legali sono a disposizione per una valutazione preliminare"
venerdì 20 aprile 2018 - Ore 12:22
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Saturnino Di Ruscio

“Dopo anni di lotta finalmente Davide ha sconfitto il gigante Golia. La Commissione Tributaria di Pesaro, con sentenza pronunciata il 12 aprile 2018, depositata il giorno 17 aprile 2018, ha accolto il ricorso presentato da un ricorrente, associato presso Sos Utenti, avverso una cartella di pagamento contro il Consorzio di Bonifica delle Marche annullando l’atto impugnato e condannando la parte resistente (il Consorzio di Bonifica) a rimborsare alla parte ricorrente le spese di lite, diritti, onorari, ecc”. A darne l’annuncio è il presidente di Sos Utenti Saturnino Di Ruscio che entra nel dettaglio della sentenza.

“Va sottolineato che la sentenza non tocca i vizi di forma ma va alla sostanza del problema. Facendo riferimento alle sentenze della Cassazione e all’art.11 del Regio Decreto 215/1933 ha basato la sentenza su questi presupposti: a) Il Beneficio deve essere diretto e specifico, conseguito o conseguibile a causa della bonifica, e cioè tradursi in una “qualità” del fondo e che l’onere della prova del beneficio spetta al Consorzio richiedente; b) Riconosce la necessità del Piano di Bonifica all’interno del quale sono previste le opere necessarie e obbligatorie da eseguire da parte del Consorzio, in assenza del quale e in presenza di un piano di classifica spetta al Consorzio stesso dimostrare, non a parole, il beneficio. Cioè non basta inserire l’immobile nel perimetro di contribuenza, occorre dimostrare l’esistenza del beneficio; c) Anche in presenza del Piano di Bonifica non ci può essere corrispondenza tra la “platea” dei proprietari d’immobili ricompresi nel comprensorio di bonifica e quelli soggetti a contribuenza. Questi ultimi sono quelli dove sono eseguite le opere previste nell’anno di emissione del ruolo.  d) Opere che debbono essere ricomprese nel piano di bonifica e funzionali al raggiungimento della sicurezza idraulica e miglioramento fondiario. Pertanto non possono essere soggettive, ovvero a chiamata, come avviene oggi, con una discrezionalità inesistente nelle norme vigenti.  I contenuti del ricorso da un lato e la perizia giurata presentata dal ricorrente, nel quale si dimostra inequivocabilmente l’assenza di beneficio nel fondo in questione, ha ‘spiazzato’ il Consorzio di Bonifica che non ha potuto neanche ribattere”.

Di Ruscio aggiunge: “E’ evidente che, come ha affermato il magistrato rivolgendosi ai rappresentanti del Consorzio, questa prima sentenza di merito aprirà una voragine nei conti del Consorzio Bonifica.   Come Associazione SOS Utenti sino ad oggi siamo stati cauti nel consigliare i proprietari d’immobili di ricorrere contro le cartelle esattoriali in attesa dell’arrivo di questo pronunciamento favorevole. Oggi ci sentiamo tranquilli nel suggerire di ricorrere perché la diga sta franando. I nostri tecnici e legali sono a disposizione per una valutazione preliminare. Dopo essere riusciti a far riconoscere dalla magistratura marchigiana i principi giuridici di cui sopra, l’impegno prossimo sarà quello di far riconoscere un altro importante principio: Le funzioni idrauliche di competenza della Regione e delegate in parte ai Consorzi di Bonifica (reticolo idrografico minore) non possono essere soggette al pagamento del contributo consortile ma, in quanto delegate dalla Regione, debbono rientrare nella fiscalità generale perché altrimenti il proprietario dell’immobile si troverebbe ad essere soggetto ad una doppia imposizione fiscale per la stessa attività.  Purtroppo la Regione Marche negli ultimi 20 anni ha legiferato in modo sconsiderato, creando un caos e disordine normativo di tale portata da riflettersi anche nella assurda gestione del territorio. Vedasi a tal proposito la disastrosa situazione dei fiumi lasciati all’abbandono nonostante i proprietari degli immobili si trovino costretti a pagare doppie o triple imposizioni fiscali. In attesa che tornino ad occuparsi di politica e della gestione del territorio persone dotate di un minimo di competenza ci troviamo costretti ad affidarci alla magistratura per difenderci dall’arroganza del potere.

 


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