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Cordoglio al funerale
di Stefano Marilungo,
«Uomo buono sacrificato»

SANT'ELPIDIO A MARE - Alle esequie del 65enne le più alte cariche del territorio. Al termine la lettura di un messaggio dal vescovo Pennacchio: "Alla violenza si risponde con l'unità e non col desiderio di vendetta"
venerdì 4 maggio 2018 - Ore 15:42
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di P.Pier. (foto Simone Corazza)

Cordoglio e commozione per le esequie di Stefano Marilungo, 65enne ucciso dalla criminalità a seguito di una brutale rapina subìta insieme al fratello Sergio lo scorso 28 aprile (leggi l’articolo). Alle 15 alla chiesa della Collegiata di Sant’Elpidio a Mare don Enzo Nicolini ha celebrato il funerale del compianto Stefano. In prima fila il fratello Sergio, visibilmente provato, affiancato dalla compagna Nela e dall’amico Giuseppe Mignucci. In chiesa, oltre a tantissimi suoi concittadini, anche le più alte cariche istituzionali e civili, a partire dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro, al sindaco Alessio Terrenzi e al comandante del nucleo operativo dei carabinieri della compagnia di Fermo, Serafino Dell’Avvocato. Prefetto e sindaco che, dopo aver cercato di portare conforto a Sergio Marilungo, che ha vissuto in prima persona quei drammatici momenti della rapina finita in tragedia, si sono trattenuti dinanzi al feretro, in silenzio, in segno di omaggio per un uomo amato dalla sua comunità. “Un uomo buono che ha svolto un servizio nel silenzio, nella sua casa. Qualche volta ho cenato in casa di questi fratelli, apprezzandone la bontà e semplicità. Non ho mai incontrato in un locale pubblico o manifestazione l’amico Stefano – il ricordo di don Enzo – era buono, sorridente e servizievole ma anche molto riservato. Un buono sacrificato. Rincorriamo giustamente la giustizia ma quella vera è quella dell’amore, quella che non può mancare nel cuore di tutti noi, magari indurito, perché questa è l’arma vincente. Dove c’è l’amore, a partire dai nostri cuori, vinciamo il male, l’egoismo sempre più dirompente nella nostra società proprio perché vengono a mancare l’amore e i valori principi portanti della vita”. Don Enzo che aggiunge: “Non possiamo rincorrere chi sa. Dobbiamo parlare a noi stessi perché la società si cambia iniziando a cambiare i nostri cuori. Al Signore affidiamo Stefano, l’uomo buono. I nostri cuori induriti cambino riscoprendo la bellezza di vivere in modo giusto”. In chiesa anche una rappresentanza della Croce azzurra di Sant’Elpidio a Mare guidata dal presidente Robin Basso, pubblica assistenza che ha soccorso i fratelli Marilungo dopo la brutale aggressione, con Stefano ormai spirato. E proprio alla pubblica assistenza cittadina i familiari di Marilungo hanno chiesto di devolvere offerte al posto dei fiori per il loro compianto.

Al termine della cerimonia, il parroco ha letto il messaggio di cordoglio inviato dall’arcivescovo di Fermo Mons. Rocco Pennacchio. “Desidero far pervenire alla comunità di Sant’Elpidio a Mare tutta la mia vicinanza in occasione delle esequie del caro Stefano Marilungo, la solidarietà alle famiglie colpite. Ripete la preghiera del salmista ‘salvami Signore dal malvagio, proteggimi dall’uomo violento’ imprecando da Dio consolazione per i sofferenti e la conversione per i violenti. Le aggressioni brutali che con sempre maggiore virulenza interessano il nostro territorio ci sconvolgono e annebbiano la fiducia e la speranza nel futuro. Facciamo appello ai valori della nostra cultura, perché non rimaniamo indifferenti, anzi rinsaldiamo ancor di più i rapporti tra noi. L’unica risposta alla violenza è rimanere uniti e non cedere a sentimenti di vendetta. La comunità cristiana, di fronte a tali episodi, sente di rafforzare ancor di più il suo impegno per la formazione di coscienze sane, operose, dialoganti e sollecite per il bene comune”.

A sei giorni dalla morte di Stefano – il cordoglio della Croce azzurra per mano del suo presidente Robin Basso – ci chiediamo il perché di tanta cattiveria. Una cattiveria davanti alla quale siamo costretti ad arrenderci anche noi che ogni giorno corriamo a sirene spiegate nel tentativo di salvare la vita a chi ci sta lasciando. Tutto questo non è giusto.
L’unica cosa che possiamo fare, è stringerci intorno alla famiglia di Stefano, non lasciarla sola e riporre fiducia nelle forze dell’ordine, affinché possano trovare i colpevoli e fare giustizia.
A nome mio e di tutta la Croce Azzurra, voglio esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia Marilungo e a tutta la cittadinanza di Sant’Elpidio a Mare, toccata nel profondo”.


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