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Terremotati dimenticati nel contratto M5S-Lega
Celani: “Nulla su ricostruzione ed investimenti”

POLITICA - Le considerazioni del consigliere regionale di Forza Italia e vice presidente dell'Assemblea Legislativa delle Marche sulla bozza del documento elaborato dalle forze che fanno capo a Di Maio e Salvini
giovedì 17 maggio 2018 - Ore 12:11
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Nessun accenno alle aree e alle popolazioni colpite dal sisma nella bozza di contratto tra Movimento 5 Stelle e Lega per la nascita del nuovo governo. Un’assenza che non è andata giù a Piero Celani, consigliere regionale di Forza Italia e vice presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche.

“Sisma, terremoto – commenta – si potrebbe dire parafrasando Don Abbondio, chi sono costoro? Ebbene si, leggendo la bozza del contratto di Governo elaborato, dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega , non c’è traccia di questo problema che dal 24 agosto 2016 ha martorizzato quattro Regioni dell’Italia Centrale, ed in particolare le Marche. Se questo dovrà essere il Contratto per il Governo del Cambiamento…cominciamo bene!”.

Celani si aspettava una chiara e netta presa di posizione delle due forze politiche circa, sottolinea, “il fallimento del modello di ricostruzione voluto dal Partito Democratico e che costringe ancora migliaia di marchigiani a vivere in albergo, senza alcuna reale prospettiva di vedere ricostruita la propria abitazione nei prossimi anni, e invece nulla di tutto questo”.

“Pensavo – prosegue l’esponente di Forza Italia – che nel contratto ci fosse l’impegno a regionalizzare il processo di ricostruzione nominando un commissario per ogni Regione, in modo che ogni territorio, potesse affrontare e risolvere le proprie specifiche problematiche. E invece nulla di tutto ciò.

Pensavo che fossero previsti importanti provvedimenti per incentivare gli investimenti nelle aree terremotate, e idonei sostegni economici, per quegli imprenditori, agricoltori e commercianti che nonostante tutto hanno deciso di restare in quelle zone martoriate, a costo di grandissimi sacrifici. E invece, solo generici impegni sul tema lavoro. Analogo assordante silenzio sui temi del turismo e dello sviluppo delle infrastrutture in tali territori.

In queste zone non servono redditi o pensioni di cittadinanza: la gente è orgogliosa, vuole un lavoro dignitoso, e la possibilità di riprendere un percorso di crescita economica delle loro attività. E’ stata una svista? Me lo auguro”.


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