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Aborto, demenze, disabili e minori stranieri:
servizi dell’Unità Operativa Sociale e Sanitaria

FERMO - Il punto sull'organismo nato nel dicembre 2015 con la sottoscrizione dell’accordo di programma tra il direttore dell’Area Vasta 4 ed i presidenti dei comitati dei sindaci degli Ambiti Territoriali sociali XIX e XX
sabato 9 giugno 2018 - Ore 11:11
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di Andrea Braconi

La protesta per la chiusura alle 9.32 dello sportello del punto prelievi, senza sapere che, avendo l’Area Vasta un laboratorio unico, l’autista incaricato deve ritirare entro le 9.30 i prelievi con le sacche frigorifere, per riportarle dove verranno poi effettuate le analisi.

Gli encomi per un genitore o un amico ricoverato 15 giorni in Medicina, dove è stato trattato in maniera altamente professionale e assistito giorno e notte.

Sono gli estremi di una percezione che sempre più ci porta a dividere la sanità in due tronconi: ciò che non funziona e ciò che funziona.

Ma esiste anche un lavoro sottotraccia che – parola di Vincenzo Rea, direttore del Distretto Unico – mantiene in piedi il sistema della risposta che questo territorio dà ai bisogni individuali più che collettivi.

Perno di questo sistema, dal 23 dicembre 2015, (giorno della sottoscrizione dell’accordo di programma tra il direttore dell’Area Vasta 4 ed i presidenti dei Comitati dei sindaci degli Ambiti Territoriali sociali XIX e XX), è l’Unità Operativa Sociale e Sanitaria di tipo Funzionale che gioca il ruolo del contenitore e del recettore di tutte le criticità, i bisogni, le esigenze e le istanze opportunamente ed adeguatamente filtrate.

Un lavoro costante, con un obiettivo definito: migliorare l’efficienza e l’efficacia degli interventi integrati per facilitare la presa in carico, attraverso una batteria di risposte più ampie per definire il percorso assistenziale coerente con i bisogni di salute dei cittadini.

 

La sociologa Sabina Paci

All’interno della segreteria operativa del Nucleo Operativo Permanente la collaboratrice sociologa Sabina Paci, l’assistente sociale Alberto Cutini ed altri operatori, coadiuvano e supportano la stessa direzione dell’Unità Operativa rispetto alla programmazione territoriale integrata. Figure di raccordo, in sostanza, tra la direzione distrettuale e gli Ambiti Territoriali Sociali. “Siamo impegnati costantemente – spiega la Paci – nell’analisi dei bisogni socio sanitari del territorio, nella verifica della coerenza dei percorsi salute attivati rispetto ai servizi e di quelli da attivare per rispondere coerentemente e garantire l’offerta giusta rispetto ad un piano assistenziale integrato, per assicurare la presa in carico integrata. Di plenarie come Nucleo Operativo Permanente ne facciamo tre all’anno, ma è un continuo lavorare insieme, ci confrontiamo quotidianamente su qualsiasi argomento”.

 

COME OPERA

“L’Unità, che è stata attivata in tutte e 5 le Aree Vaste delle Marche, opera nell’ambito della funzionalità di sistema e della gestione delle problematiche connesse al bisogno di supporto e di sostegno sociale ed in ambito sanitario – rimarca il direttore del distretto, Vincenzo Rea -. È costituita dall’associazione ideale e culturale di due organismi distinti e separati: uno è l’organo che governa i percorsi clinici, assistenziali e sanitari, cioè il Distretto; l’altro è l’organo che governa bisogni e fabbisogni sociali di un territorio, quindi l’Ambito Territoriale Sociale o meglio gli Ambiti Territoriali Sociali come nel caso dell’Area Vasta 4. Ne rispondono per la programmazione, per gli obiettivi istituzionale, per la progettazione di nuove modalità di presa in cura e di presa in carico dei pazienti/cittadini, la direzione del Distretto ed il coordinatore dell’Ambito Territoriale Sociale di riferimento, nel nostro caso l’Ambito XIX con il suo coordinatore Alessandro Ranieri, affiancato dai due coordinatori dell’Ambito XX Pamela Malvestiti e dell’Ambito XXIV Giuseppina Concetti”.

 

IL PERSONALE

“Il personale è a scavalco e trasversale – prosegue Rea – ci sono  gli operatori dell’Area Vasta 4 e gli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali che vengono individuati in base alle competenze e all’esperienza professionale per far parte del Nucleo Operativo Permanente e Gruppo Tecnico di Coordinamento.  Vengono recepite le indicazioni della Regione Marche, si fa uno studio di fattibilità e di attuazione, si discutono i percorsi all’interno del tavolo tecnico che vede la presenza dei soggetti sanitari e sociali. Con questa Unità Operativa nel territorio sono state affrontate e portate avanti alcune attività che erano mancanti”.

Proprio una di queste era stata oggetto di un nostro recente articolo: stiamo parlando del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (LEGGI QUI) inserito all’interno di una rete regionale per la presa in carico dei pazienti con malattie invalidanti di natura neurologica e neuromotoria.

 

LA PROGRAMMAZIONE INTEGRATA

A fare una sintesi delle cose più importanti poste in essere dall’Unità Operativa Sociale e Sanitaria di tipo Funzionale è la dottoressa Paci: “Molteplici sono le progettualità attivate – sottolinea – ad esempio, l’istituzione dell’equipe olistica multidisciplinare per l’identificazione e l’accertamento dell’età dei minori stranieri non accompagnati (Msna) composta da assistenti sociali, mediatori culturali, pediatra, neuropsichiatra infantile ed eventualmente psicologo”.

“Noi siamo l’unica unità operativa e sociale che eroga questo servizio da Pesaro ad Ascoli – sottolinea Rea -. Abbiamo un’equipe olistica, grazie alla quale arriviamo ad identificare l’età di un soggetto senza manovre inappropriate. Con una neuropsichiatra infantile, una pediatra ed un mediatore culturale arriviamo a definire con una certezza quasi matematica l’età di un presunto minore”.

“L’elenco dei servizi da seguire è molto ampio e vario – riprende Sabina Paci – Abbiamo:

– il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze di Montegranaro e la costituzione del Tavolo Tecnico Permanente per l’elaborazione del Piano diagnostico Terapeutico assistenziale per le Demenze;

– il protocollo d’intesa ‘rete territoriale locale antiviolenza’ con gli Ambiti Territoriali Sociali, Prefettura, Provincia, Commissione Pari Opportunità tra uomo e donna Regione Marche, Questura, Comando Provinciale Carabinieri, Associazione On the Road e a Associazione Seroptimist International;

– il protocollo d’intesa con il Comune di Fermo per riqualificazione del quartiere Lido-Tre Archi garantendo l’assistenza sanitaria (guardia medica) e sociale (presenza di una assistente sociale) a Lido tre Archi;

– la procedura di inserimento di utenti disabili in strutture residenziali e semiresidenziali in regime di extra-budget;

– in merito all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg) l’Area Vasta 4, unitamente alla direzione del Distretto Unico, ha attivato dal primo maggio 2018 il percorso di presa in carico della donna che ne faccia richiesta; il direttore Livini ha avviato il percorso attraverso la stipula di un protocollo d’intesa con l’Area Vasta 3 di Macerata;

– i progetti di educazione alla salute nelle scuole;

– a breve è prevista l’apertura del Punto Unico di Accesso Distretto/Urp in raccordo con l’Ambito Territoriale Sociale XIX, con personale dedicato al front office e back office nella sede in via Zeppilli 18 a Fermo; è la porta unitaria di accesso che non gestisce servizi ma garantisce l’informazione sulle opportunità e sulle tipologie di assistenza disponibili sul territorio. Attraverso il percorso di accesso/accoglienza/accompagnamento il P.U.A. dà avvio alla presa in carico della persona all’interno della rete dei servizi territoriali, declinando la propria attività in relazione al livello di bisogno”.

 

Sul Punto Unico di Accesso ci sono però ancora delle criticità. “In Regione si sta ancora lavorando su una bozza di documento sui compiti e funzioni del PUA – conclude il direttore Rea – l’altra criticità è legata alle risorse. A causa del blocco del turnover, abbiamo difficoltà a recuperare gli assistenti sociali che quotidianamente devono presidiare un territorio vasto per attività consultoriali, attività dell’età evolutiva, disabilità dei minori, disabilità degli adulti, supporto ai Comuni per quanto riguarda gli assegni per la non autosufficienza, l’inclusione lavorativa ed altro ancora”.


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