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Bando periferie congelato,
Calcinaro: “Bloccare treni in corsa rimarrebbe nella storia della mala gestio politica”

FERMO - Calcinaro: "Invito forze territoriali locali di Lega e 5 Stelle, che conoscono l'impatto positivo sul territorio di questo intervento, a intervenire affinché il lavoro non venga sospeso per due anni"
mercoledì 8 Agosto 2018 - Ore 16:02
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di Alessandro Giacopetti

Giornalisti convocati con solo mezz’ora di preavviso. Appuntamento al secondo piano del palazzo municipale per ‘comunicazioni del sindaco in merito al piano periferie’. Così è stato. Una volta arrivati il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro non ha potuto far altro che confermare la notizia che è iniziata a circolare da ieri sera: congelati dal Governo 5 Stelle e Lega i fondi per la riqualificazione di Lido Tre Archi. Oltre al sindaco c’è anche l’assessore ai Lavori Pubblici  Ingrid Luciani, Nicola Pascucci in rappresentanza dei consiglieri di maggioranza e il dirigente comunale Alessandro Paccapelo.

“La notizia è arrivata ieri sera – ha esordito Calcinaro –  questa è la prima cosa che lascia un po’ di amarezza. Quando si parla di una norma così importante con effetto sui Comuni sarebbe stato opportuno prima parlarne e far partecipe l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) che mai si è sottratta ai confronti ed ai ragionamenti. Le notizie sono abbastanza frammentarie nell’interpretazione di questa norma, tanto più che ci è arrivata arriva la comunicazione ufficiale dalla struttura di missione con cui viene fissato il termine per la presentazione dei progetti esecutivi il 15 settembre. Ci troviamo ancora di fronte a notizie frastagliate che forse possono far pensare che, lo spero, sia una norma fatta per cercare di tagliare quei rami secchi, cioè quelle convenzioni che nel frattempo non sono andate avanti,  per intanto sfruttare quelle risorse che altrimenti sarebbero penalizzate. Pensare che invece vengano bloccati dei treni in corsa, quali sono, con i progetti definiti approvati, gli incarichi dati, addirittura anche i servizi conferiti secondo quello che è scritto in una convenzione, questo sarebbe un’operazione non solo sbagliata ma che rimarrebbe nella storia della mala gestio politica”.

Calcinaro che aggiunge: “Io non posso arrivare a pensare tanto,  e voglio credere che sia una norma con cui si definiscano meglio questi percorsi.  Continueremo sia come Anci che personalmente i contatti nei prossimi giorni.  La norma è calendarizzata per l’11 settembre alla Camera. L’invito è anche alle forze territoriali locali di Lega e 5 Stelle, che conoscono il grande impatto positivo sul territorio che avrebbe questo intervento, a fare il possibile per affinché tutto il lavoro impostato non venga sospeso per due anni inspiegabilmente con danno sul proprio territorio. Non una battaglia politica ma tecnica. Se invece fosse nell’estrema ipotesi un atto sospensivo dei procedimenti in corso credo abbia anche difficoltà di tenuta a livello d’impugnazione e contenziosi giuridici forti. Qualora ci fosse una lettura massimalista di questo intervento credo ci sarebbe anche uno scontro giuridico facilmente adoperabile da parte dei singoli comuni”.

Lo stesso sindaco di Fermo ricorda: “La norma a livello nazionale parla di 120 progetti ma i Comuni coinvolti sono molti di più per via della presenza delle città metropolitane, cioè i piccoli centri attorno le maggiori aree urbane nazionali. Pensiamo ai danni che potrebbero avere i privati – ha proseguito Paolo Calcinaro – che stanno investendo per l’apertura di attività commerciali, negozi, bar o nella ristrutturazione di case abbandonate, in vista del miglioramento che le periferie avranno con questi fondi. E i referenti politici di livello nazionale del territorio non pensino di scamparla dicendo che si tratta di un intervento limitato solo a Lido 3 Archi. Questo progetto riguarda, di riflesso anche i Comuni limitrofi come Porto Sant’Elpidio o Civitanova Marche, oltre che tutta la città di Fermo”, ha concluso Calcinaro, che ha rivelato di essere in costante contatto con altri sindaci e con l’ANCI.


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1 commento

  1. 1
    Walter Bufalini il 9 Agosto 2018 alle 11:51

    Lei Sig. Sindaco lamenta il mancato coinvolgimento dell’ANCI da parte del Governo nella decisione di inserire un emendamento, il n. 13.2 che ha congelato i fondi per le riqualificazioni delle periferie. Fossi in Lei mi lamenterei di più della mancanza di comunicazione all’interno dell’ANCI stessa. Tale emendamento è stato inserito nel decreto Milleproroghe da un suo collega nella persona del Sidaco di Misano di Gera d’Adda http://www.perugiatoday.it/politica/stop-ai-fondi-per-piano-periferie-emendamento-al-milleproroghe-votato-da-tutti-i-senatori-umbri.html quindi le cose sono due, o tale comune non fa parte dell’ANCI, il che la vedo dura, oppure Lei non ne era al corrente. Parafrasando la sua metafora sui treni, penso che sappia benisimmo che i treni viaggiano su un binario unico e che quando ci accorge che detto binario è occupato da due convogli che viaggiano in direzione opposta, vadano bloccati in corsa così da evitare un disastro. Quel convoglio che viaggiava in direzione opposta, l’aveva messo sul binario in cui stava viaggiando la norma che assegnava i fondi alle riqualificazioni dell periferie, legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019), la Corte Costituzionale con la sentenza n. 74/2018 che ha giudicato illegittimo l’art. 1 comma 140 della summenzionata legga di bilancio. https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2018&numero=74 Quindi l’inserimento di tale emendamento all’interno del decreto Milleproroghe, si è reso necessario per dare attuazione a tale sentenza (non a caso in Senato è stato votato ad unanimità, opposizioni incluse) per scongiurare lo “scontro fra i due treni” cercando di porre rimedio alle illegittimità compiute dal precedente Governo. Personalmente credo che si sia agito correttamente, poi se Lei preferiva che i due treni si fossero scontrati generando futuri contenziosi che avrebbero potuto sì bloccare dette riqualificazioni, magari anche a lavori iniziati, questo sì che sarebbe un bell’esempio di “mala gestio politica” che rimarebbe nella storia insieme a tanti altri già tristemente noti e crerebbe veramente danni ingenti ai privati e al territorio.

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