Al Micam è il giorno di Di Maio: “Giochiamo all’attacco sui mercati esteri, in difesa contro la contraffazione”

MILANO - Il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro in visita agli stand del salone calzaturiero: "Il tavolo sulla moda ci consentirà di coordinare le politiche di sviluppo e gli investimenti in questo settore"

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di Andrea Braconi

Al Micam è il giorno del ministro Luigi Di Maio. Accompagnato da Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici, il titolare del dicastero dello Sviluppo Economico e di quello del Lavoro ha raggiunto gli stand del salone calzaturiero per confrontarsi con il mondo delle imprese.

“Sono giorni decisivi per la legge di bilancio – ha debuttato Di Maio – con il Governo che avrà in mano un paio di forbici per tagliare quello che non serve. Sarà la prima legge di bilancio che metterà al centro i cittadini”.

Ma sono giorni decisivi anche per il settore calzaturiero, che proprio dal Micam attende risposte in un momento di forte crisi. “Questo è un comparto molto importante – ha ribadito Di Maio -, sono qui per ascoltare alcune proposte, altre avevo già avuto modo di conoscerle in altri incontri. Qui ci sono due grandi fronti: il giocare all’attacco sui mercati internazionali, perché siamo leader in questo settore soprattutto per la qualità e le cose ben fatte. Domani parto per la Cina e anche questo tema sarò affrontato con privati e soggetti pubblici con cui avrò a che fare”.

Il secondo punto evidenziato dal ministro riguarda la contraffazione, con un tavolo sulla moda che si aprirà proprio oggi. “Serve non solo giocare in attacco, ma anche in difesa. Quello della contraffazione è un tema importantissimo, che ci fa perdere in lavoro e in ricchezza, e su questo saremo schierati in prima fila non solo come Governo ma anche come Ministero per lo Sviluppo Economico. Il tavolo ci consentirà di coordinare le politiche di sviluppo e gli investimenti in questo settore nei prossimi 5 anni, ma oso dire servono piani a medio e lungo termine a vent’anni”.

Nonostante le difficoltà lamentate da istituzioni, mondo dell’impresa e sindacato, Di Maio resta fiducioso. “Sono qui per dire che questa è l’Italia su cui vogliamo puntare, continueremo a fare le cose buone che si sono fatte in passato in questo settore, in continuità, ma vogliamo anche innovare perché il Made in Italy è il nostro vero ambasciatore nel mondo. I prossimi mesi per me saranno importanti, soprattutto per le missioni internazionali. In Cina andrò due volte, poi in altri Paesi extraeuropei sempre per far conoscere i nostri prodotti, anche quelli dell’agroalimentare che possono dare una grande mano all’industria del Sud”.

“Il Governo deve ascoltare gli operatori e recepire le loro istanze” ha concluso il ministro.


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