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Disturbi alimentari, Livini elogia il servizio:
“Fermo pronta a candidarsi per la residenzialità”

SANITÀ - In apertura del convegno "La felicità non ha peso", il riconfermato direttore dell'Area Vasta 4 ha ribadito l'importanza del ruolo degli operatori e del coinvolgimento di famiglie e associazioni
sabato 22 settembre 2018 - Ore 10:56
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di Andrea Braconi e Simone Corazza

Due anni fa la creazione del Centro per i disturbi del comportamento alimentare (Dca), diretto dalla dottoressa Patrizia Iacopini; l’Area Vasta 4 ha messo in campo un servizio che si sta rilevando sempre più importante, capace di fornire risposte ad un’utenza anche extra territoriale. Sul tema e sulle scelte fatte, Licio Livini, riconfermato direttore dell’Area Vasta 4, è intervenuto all’apertura del convegno “La felicità non ha peso”.

“Con questa iniziativa – ha spiegato Livini – ritorniamo su un tema complesso, che presuppone che si diano risposte importanti di fronte a ciò che ci viene rappresentato nelle varie situazioni. Siamo convinti che debba essere preso in carico il paziente che presenta la malattia e che sia necessario rivalorizzare il lavoro di equipe multidisciplinare, che poi deve essere capace di fare una sintesi e dare una risposta unica al soggetto che sta male”.

“Fondamentale – ha rimarcato Livini – il coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni e di tutto il mondo che ruota intorno a queste situazioni di difficoltà, vissute prevalentemente dalle giovani generazioni. I numeri ci danno ragione, si è creato un giro di utenti che arriva anche da fuori regione. In prospettiva siamo intenzionati a potenziare il servizio e, nel caso in cui non si dovessero trovare risposte in ambito regionale per quanto riguarda la residenzialità, Fermo è pronta a candidarsi per organizzare anche questo aspetto”.

Per il direttore i percorsi di presa in carico devono essere messi in campo dagli operatori che devono essere pronti a rispondere alle varie esigenze.

“Ho fatto un paragone con il motto degli Scout, che è ‘Estote parati’, cioè siate pronti. E così i nostri operatori devono essere pronti di fronte a queste complessità”.

 

 

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