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Pd contro il governo sul bando periferie:
“Furto al Fermano per fare
Flat-Tax e reddito di cittadinanza”

FERMO - Vertici del Pd Fermo denunciano: "Vogliono deviare le risorse per fini elettorali; con il Milleproroghe rischio immobilità per la ricostruzione a Fermo"
sabato 22 settembre 2018 - Ore 15:25
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di Alessandro Giacopetti

Contestare in maniera forte il congelamento dei finanziamenti per il bando periferie voluto dal governo. Quel bando cui ha partecipato anche il Comune di Fermo, con una progettazione destinata a riqualificare Lido Tre Archi, che avrebbe portato nel capoluogo quasi 9 milioni di euro. Questo l’obiettivo del Partito Democratico di Fermo che oggi nella propria sede ha riunito i vertici locali e la stampa.

Fabiano Alessandrini, segretario provinciale del Partito Democratico: “Ciò che è accaduto è molto grave. La scelta del governo è uno dei più grandi furti perpetrati nei confronti del territorio fermano nella storia repubblicana. La cosa peggiore è il silenzio generale delle forze politiche e dei parlamentari eletti nel territorio, alcuni dei quali non si sono mai visti se non per visite di cortesia. Dicevano di essere al servizio del territorio ma quando sono stati chiamati in causa non si sono fatti trovare. In alcuni casi, quelli dei partiti di maggioranza, hanno dato ragione al governo”.

Due le questioni collegate tra loro dalla necessità di trovare fondi per flat-tax e reddito di cittadinanza, secondo Alessandrini: “la prima è quella del congelamento dei fondi destinati a finanziare il bando periferie, di cui se ne riparlerà, se tutto va bene, dopo il 2020. Nel frattempo, però, i soldi verranno presi per realizzare il reddito di cittadinanza e la cosiddetta flat-tax. Una scelta gravissima, quella del governo di venire meno agli impegni presi, che toglie risorse ad un quartiere (Lido Tre Archi ndr) che sarebbe importante riqualificare. Il progetto, inoltre, interessa anche altri comuni della fascia costiera che puntavano sui quasi 9 milioni di euro che avrebbero avuto ricadute sull’indotto.

La seconda cosa scandalosa – secondo il segretario provinciale del PD Fermo – è quella legata alla ricostruzione post-terremoto, contenuta nel decreto Milleproroghe, il cui articolo 38 modifica il decreto-legge n. 189 del 17 ottobre 2016. In pratica la ricostruzione partirà o proseguirà in maniera prioritaria in alcuni Comuni, individuati con decreto dal Presidente del Consiglio in base ad alcuni parametri: tra essi la maggiore densità edilizia danneggiata, in base alle schede Aedes presentate; il tasso di non utilizzabilità degli edifici; il numero di vittime per Comune; ciò – secondo Fabiano Alessandrini – crea un Cratere nel Cratere: inoltre – si chiede ancora il segretario – ciò significa forse che si fermerà tutto nei Comuni non inseriti nel decreto del Presidente, fino a quando non saranno completati i lavori in questi Comuni? Altro elemento sospetto è la la proroga dei Contributi di Autonoma Sistemazione (CAS) fino al 2020. Fa pensare che degli sfollati non si parlerà fino a quella data. A questo punto vogliamo che il cittadino di Fermo con casa inagibile e progetto pronto sappia che se ne riparlerà dopo il 2020. Nel frattempo il governo prenderà i soldi già stanziati e li sposterà su flat-tax e reddito di cittadinanza”, ha concluso Alessandrini prima di fare un appello: “Noi porteremo questa battaglia in tutte le sedi e facciamo appello a chi voglia combattere con noi a difesa del territorio, specialmente alle forze civiche”.

Rincara la dose Paolo Nicolai: “nelle ultime elezioni c’è stata una reazione negativa verso il Partito Democratico, ma noi ci abbiamo sempre messo la faccia, nel bene e nel male. La Regione Marche governata dal Pd ha fatto investimenti come nessun altra, ad esempio per il mercato coperto o per ricostruzione post-terremoto. I governi Renzi e Gentiloni hanno investito su progetti nazionali, compreso quello di Fermo, perché hanno a cuore la visione complessiva del territorio. Ora invece, a livello centrale, si sceglie di fare differenziazioni solo per avere consenso elettorale. E noi, a livello elettorale siamo piccoli e poco popolati, quindi contiamo meno di altri. Il rischio è quello di lasciare sole popolazioni e abbandonare sindaci colpiti dal terremoto”.

A Carlo D’Alessio, segretario Unione Comunale del Partito Democratico di Fermo, le conclusioni: “Nessun partito si era espresso sul tema. Poi, dopo il passaggio alla Camera dei Deputati del congelamento dei fondi per il bando periferie e la conseguente protesta del Pd alcuni si sono schierati. La differenza è che noi ci mettiamo la faccia, mentre altri no”. D’Alessio ha voluto sollevare un ultimo problema: “Alcuni progetti finanziati con il bando periferie sono già passati in Consiglio Comunale e i relativi sindaci si trovano ora economicamente scoperti, non avendo più i fondi per realizzarli. Cosa faremo – denuncia D’Alessio – li metteremo di tasca nostra?”


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