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Sisma, vertice a Roma
Calcinaro: “Il Cas sarà prorogato”

ROMA - Doppio vertice, sul tavolo il tema della ricostruzione post sisma. Il presidente della Regione Marche ha incontrato il premier Conte. Il sindaco di Fermo ha invece fatto il punto con Borrelli e Crimi
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di Sandro Renzi

“Sono state recepite le nostre istanze. Siamo soddisfatti. Il merito è soprattutto del pressing fatto dalle Marche”. Così il sindaco Paolo Calcinaro appena uscito dal summit capitolono di questo pomeriggio a cui ha partecipato insieme ad alcuni primi cittadini, al sottosegretario Vito Crimi, indicato dal Governo come punto di riferimento per le regioni, ed al Capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli. Occasione per fare il punto sul post-sisma. “Abbiamo ottenuto la proroga del Cas, ovvero dei contributi per l’autonoma sistemazione riconosciuti agli affittuari sfollati a seguito del terremoto. Saranno salvaguardate tutte e categorie” ha annunciato lo stesso Calcinaro, presente come coordinatore della commissione Protezione civile di Anci Marche, sgombrando così il campo da alcune dubbi che stavano emergendo in queste ore. “Sono state comprese le motivazioni che abbiamo addotto.  Un incontro nel quale si è parlato – ha ricordato il sindaco Calcinaro – della proroga del Cas e si è convenuto di dare maggiori garanzie, rispetto alle proposte di modifica già in campo, agli sfollati che si trovavano in affitto al momento del sisma”.

Ma quella di oggi è stata anche la giornata di un altro vertice che ha avuto sede a Palazzo Chigi ed al quale hanno preso parte i presidenti delle quattro Regioni colpite dal sisma del 2016 insieme al presidente del Consiglio dei Ministri Conte. “E’ stato un incontro molto importante – ha dichiarato il presidente Ceriscioli – il governo ha indicato il sottosegretario Crimi come punto di riferimento per le regioni e la sua presenza nelle Marche già lunedì sarà l’occasione per fare interventi concreti a favore delle persone colpite dal terremoto. Il governo ha inoltre garantito che valuterà la modifica della norma del decreto per Genova che esclude l’intesa coi vicecommissari, gli stessi presidenti di Regione, nella esecuzione delle opere. Questo è un grande risultato che dimostra quanto fosse sbagliato lasciare ai presidenti di Regione “funzioni consultive” sulle decisioni del terremoto”.

Pace fatta, dunque, su questo fronte. Le Regioni escono dal vertice più forti.   Tre i temi strategici posti da Ceriscioli all’attenzione del governo: la necessità di condividere con un accordo quadro il patto per lo sviluppo, l’urgenza di procedere alla semplificazione normativa per la ricostruzione pubblica e di garantire personale e strumenti per la ricostruzione privata. Infine la necessità principale, ovvero   velocizzare la parte materiale della ricostruzione. “Al di là delle casette di legno, noi vogliamo che la gente torni nelle proprie abitazioni” ribadisce Ceriscioli.

 


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