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Annarita Pilotti lascia la presidenza
del Porto Sant’Elpidio Calcio

SERIE D - Dopo la storica promozione in Serie D di soli sette giorni fa, la numero uno biancazzurra rassegna le dimissioni e cede il timone della compagine elpidiense: «Per me sono stati quattro anni pieni di entusiasmo, calore e rapporti umani. Lascio una società in ottime condizioni, senza alcun debito. Sarò sempre la prima tifosa, nonché sostenitrice economica»
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Annarita Pilotti e Gianpaolo Marini

 

di Leonardo Nevischi

PORTO SANT’ELPIDIO – La notizia era nell’aria già da diversi giorni, ma ora è divenuta ufficiale: Annarita Pilotti non è più la presidente del Porto Sant’Elpidio Calcio. Smaltite le scorie della festa della Promozione in Serie D, in casa biancazzurra è tempo di programmare la prossima stagione, quella che a distanza di trent’anni vedrà la compagine biancazzurra impegnata nel massimo campionato dilettantistico. La prima novità riguarda proprio l’assetto societario, dove al timone non vi sarà più lady Loriblu.

«Per me sono stati quattro anni pieni di entusiasmo, calore e rapporti umani – spiega la Pilotti -. Nel 2015 ho iniziato un percorso di due presidenze: una di Assocalzaturifici ed un’altra alla guida del Porto Sant’Elpidio Calcio. Sono stata coinvolta da diversi ragazzi perché volevano iscriversi alla categoria e non avevano nemmeno la quota per l’iscrizione e mi sentivo in dovere di dare una mano. Questi ragazzi si sono iscritti e nel giugno del 2015 abbiamo iniziato questa avventura. Abbiamo formato una squadra con persone che amano il calcio, soprattutto per la maggior parte provenienti proprio da Porto Sant’Elpidio, e abbiamo ottenuto una grande salvezza alla penultima giornata con una rete in rovesciata dell’allora mister Stefano Cuccù. Dopo quella stagione abbiamo deciso di lavorare ancor più seriamente ed abbiamo investito forze, risorse e volontari tanto da arrivare a compiere un salto di categoria: in quell’anno infatti abbiamo vinto il campionato di Promozione. Successivamente una nuova salvezza, quasi miracolosa, con la guida tecnica di Renzo Morreale ed infine la ciliegina sulla torta della promozione in Serie D».

Annarita Pilotti

«Mi sono arrivati messaggi da ex tecnici e calciatori e questo mi ha riempito il cuore, perché significa che in questi quattro anni abbiamo lavorato bene. Siamo stati una società fatta di persone a modo, sempre disponibili per qualunque evenienza. Io il 26 giugno scadrò come presidente di Assocalzaturifici e al contempo darò ufficialmente le dimissioni come presidente del Porto Sant’Elpidio Calcio. Queste dimissioni sono una conseguenza di molti fattori: in primis l’età, perché a livello fisico inizio a risentirne, e poi anche perché sono appagata di quello che ho fatto: sono partita da zero e siamo arrivati in Serie D. Lascio una società pulita, chiara, trasparente ed in ottime condizioni, senza alcun debito. Io sarò sempre tifosa e sostenitrice economica del Porto Sant’Elpidio. Quindi non mi sottrarrò nemmeno come sponsor. Tuttavia io sono una persona che si impegna a 360 gradi e per fare questa categoria servono nuovi dirigenti e persone più competenti. Non riesco più a seguire le vicende della squadra, perché è un impegno non indifferente ed io sono arrivata all’apice. Mi auguro che ci siano degli imprenditori capaci di fare una cordata. Vorrei una città unita come nelle ultime partite, perché abbiamo una città di 25mila abitanti ed in questi casi l’unione fa la forza. Ripeto, io sarò presente: se la nuova società mi vorrà io sarò disposta anche a riempire le borracce. Non esigo nulla, se ci sarà un posto per me nella dirigenza e nello staff io sarò lieta di aiutare. Tuttavia adesso devo avere l’umiltà di fare un passo indietro».

«Purtroppo quella che ci attende sarà una stagione impegnativa, non solo per quanto riguarda la prima squadra ma anche per la Juniores, che dovrà affrontare il campionato nazionale – seguita la ex numero uno della società rivierasca -. Come scuola élite calcio abbiamo oltre 350 ragazzi iscritti. Sicuramente andremo ad aumentare la quota per crescere ulteriormente. Io non voglio trovarmi in alto mare: se guido la barca voglio avere le coordinate e sapere dove siamo diretti ed, al momento, non sono in grado di farlo. Comunque sia chiaro che questa società rimane ed io ci sarò, seppur dietro le quinte. Non pensavo che il calcio mi avrebbe preso così tanto: ho seguito tutte le partite sia in casa che fuori, spesso e volentieri ero presente alla rifinitura. Dunque lascio davvero a malincuore. Adesso spetta all’amministrazione, alla città e ai tifosi portare avanti questa società».

Gianpaolo Marini, vice presidente del Porto Sant’Elpidio

A fare eco alla Pilotti ci ha pensato Gianpaolo Marini, vice presidente del Porto Sant’Elpidio Calcio: «Sono stati quattro anni fantastici, vissuti sempre in crescendo sia come risultati sportivi sia come coinvolgimento della città. Devo ringraziare personalmente Annarita, perché la sua presenza e la sua disponibilità sono stati unici. È stata presente a 360 gradi e questo è stato sia garante di successi ma allo stesso tempo l’ha svuotato di energie, costringendola a lasciare il timone. Adesso, c’è un’opportunità unica: raccogliere il testimone e portare avanti quello che è stato fatto finora. Abbiamo voluto convocare le altre società della realtà cittadina e gli imprenditori locali: l’obiettivo è quello di creare una coesione. Un’ unione di intenti e di forze che coinvolge anche l’amministrazione comunale, la quale già da martedì era a lavoro per garantire la disponibilità degli impianti da gioco».

Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio

Chiamato in causa, la parola passa proprio al primo cittadino elpidiense, il sindaco Nazareno Franchellucci: «Nel corso di questi 6 anni da sindaco ho avuto la fortuna e l’onore di fare diverse conferenze stampa su questo tavolo, ma nessuna di queste è stata triste come quella di oggi. Sempre all’interno di questa sala quattro anni fa partiva un’avventura con tantissimo entusiasmo e durante questo percorso si è passati da una tribolata, ma sportivamente affascinante, salvezza in Promozione fino al raggiungimento della Serie D. Ciò che si è riusciti ad ottenere in questi quattro anni è qualcosa di irripetibile, perché una presidente come Annarita a questa città non ricapiterà più. Abbiamo avuto tanti bravi presidenti nel corso degli anni, ma lei è riuscita ad interpretare un ruolo da presidente come se fosse una mamma di famiglia. Questo ha fatto sì che si creasse un clima ed un rapporto fantastico. Inoltre Annarita è stata una signora a tutti gli effetti, perché non ha perso entusiasmo nonostante l’affluenza allo stadio durante tutto l’anno non abbia avuto niente a che vedere con quella delle ultime partite dei playoff, nonostante la squadra abbia sempre navigato tra la terza e la prima posizione della classifica».

«Io quattro anni fa come rappresentate dell’amministrazione comunale gli chiesi di sobbarcarsi questo impegno, adesso devo prendere atto anch’io di una persona che ha dato tutto sia a livello societario sia personale – prosegue il sindaco Franchellucci -. La ringrazio per tutto, ma ora il mio ruolo mi impone di far maturare nella colonna vertebrale della nostra città un orgoglio territoriale che se non viene fuori oggi non succederà più. Il nostro obiettivo adesso è chiedere la disponibilità di un sostegno ad uno o più imprenditori. Entro il 12/13 di luglio dovremmo arrivare ad una ufficiale formalizzazione dell’iscrizione. Noi siamo più che disponibili a creare una cordata di imprenditori che abbiano voglia di spendersi sia dal punto di vista economico sia personale, così da comporre quanto prima un nuovo assetto societario. La società che verrà avrà anche un impianto sportivo ristrutturato: lo stadio Ferranti avrà nel giro di qualche mese l’abilitazione per poter ospitare fino a 1000 persone, in uno stato di comfort sicuramente superiore rispetto a quello attuale, ma soprattutto, oltre agli adempimenti di carattere burocratico, ci sarà la certezza di poter disputare le partite casalinghe nella nostra città. Il progetto è pronto: giovedì prossimo ci sarà il sopralluogo finale insieme alla questura per stabilire gli ultimi dettagli e poi partirà lo stanziamento, la gara d’appalto e successivamente i lavori. Ci vorranno grossomodo intorno ai 4 mesi. Questo è molto importante, perché avere uno stadio di diretta gestione non è assolutamente come andare a cercare in giro per la regione campi disponibili dove poter giocare. Per le prime gare ufficiali sono stati individuati diversi impianti: a Montegranaro, Montegiorgio e Civitanova. Ma comunque per noi non è un problema perché abbiamo visto che al Polisportivo di Civitanova per la gara di ritorno con la Torrese sono venute circa mille persone. Io in questo momento mi sento di esortare tutti gli imprenditori a non tirarsi indietro».


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