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Il commovente addio a Leandra
tra canzoni e palloncini
La mamma:”Ora brilla in alto stella mia”

PORTO SANTELPIDIO - Toccante cerimonia funebre per la sfortunata bimba di 4 anni, i compagni della scuola infanzia lanciano palloncini in alto per salutarla
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di Pierpaolo Pierleoni

La piccola bara bianca sommersa di fiori, una bella foto in primo piano, il vociare dei bambini lungo le navate della chiesa, quasi a scacciare una morte arrivata ad un’età in cui è insopportabile andare via. E’ stata una cerimonia intensa, a tratti straziante, quella alla chiesa del Sacro cuore per l’addio alla piccola Leandra Kotori, la bimba morta il 26 luglio scorso, per le conseguenze dell’incidente in piscina della domenica precedente. C’erano tutti, i compagni di scuola della piccola, che con le loro voci registrate avevano cercato inutilmente di farle compagnia, di spingerla a svegliarsi in quei disperati giorni di agonia su un letto d’ospedale. C’erano i familiari ed amici che si sono stretti intorno al dolore dei genitori della minore.

“E’ innaturale questa morte, questa bara così piccola, con tutti questi fiori intorno, che sono un augurio di vita – le parole del parroco don Tarcisio Chiurchiù – Parlano della nostra speranza, vogliamo che Leandra continui a vivere, che la morte non dica l’ultima parola. Chiediamo al Signore che si prenda cura del dolore straziante di questa famiglia. Tutto è vanotà, la vita è un soffio, non sappiamo quanto durerà, ma è sempre troppo breve. Tutto quello che viviamo è passeggero. E allora viene da pensare che non abbia senso nulla. Non abbiamo risposte al perchè così presto. Dobbiamo ricordare che la nostra vita è un dono. Non sappiamo quanto tempo avremo, dobbiamo pensare che siamo stati creati per rendere felici gli altri. Leandra ci lascia una testimonianza piena di vita, di gioia, di iniziative, di cose belle, perchè Nel suo breve tratto Leandra ha donato tutto il bello che poteva donare. Non ha avuto tempo di corrompere la sua innocenza. Dio ci ha creato per dare gioia agli altri. Leandra ha dispensato gioia, anche se oggi lascia tanta tristezza ed una sofferenza indicibile”. Durante l’omelia, i coetanei della bimba giocano e si rincorrono lungo le navate della chiesa. “Lasciateli giocare – esorta don Tarcisio – loro vivono quasi inconsapevolmente la loro vitalità e ci dicono che la vita è più forte della morte”.

Al termine, le testimonianze di parenti ed amici. Inizia la zia, ricorda i tanti momenti di gioia e tenerezza trascorsi con la nipotina, “una bambina speciale, con una luce negli occhi che trasmetteva forza e coraggio, bellissima e gioiosa. Volevamo darti ancora tanto amore, pensavamo di fare tante cose belle, il tuo sorriso illuminava le nostre giornate. Mi manca tutto di te, ero felice di vederti crescere, ti immaginavo nelle stagioni della vita insieme a noi. Mancherai per sempre. Mi sento incompleta a non poterti abbracciare. Ti ricorderemo come una principessa”.

Si commuove la maestra di Leandra. “Proviamo sgomento, rabbia, dolore, ma anche tanto amore. Sono qui a ricordare una bimba stupenda, riservata, educata, intelligente. Sempre tranquilla, solare,rispettosa dei suoi compagni, pronta ad aiutare gli altri, esemplare nel rispetto delle regole. Con lei avevo un’empatia speciale. Nei giorni della sofferenza la mamma mi ha chiesto di stare vicino a Lea, di cantare per lei. L’ho fatto, glielo dovevo”. Tocca sempre all’insegnante della scuola infanzia leggere le parole della mamma Greta. “Ci hai fatto sentire tutti speciali. Le stelle brillano in alto. Vola in alto stella mia, fai luce su di noi e su tutti i bimbi del mondo”.

“La vita è un mistero di luci ed ombre. A noi non è consentito spiegarlo. Mi piace immaginare Leandra in un altro contesto – continua la dirigente dell’Isc Rodari Marconi – La voglio vedere sorridente, felice. I bambini hanno uno sguardo diverso dal nostro, hanno pensieri più semplici. Lea è in un’altra dimensione, ma sarà sempre vicina alla sua famiglia”. Le ultime parole da un’amica della famiglia Kotori. “Sono stata vicina alla mamma in questi giorni, ho visto una famiglia meravigliosa, non ho mai trovato così tanto amore”.

Al termine della cerimonia, l’uscita dalla chiesa del Sacro cuore, decine di palloncini bianchi e rosa che si alzano e volano su, in alto, insieme ad un applauso, all’uscita del feretro, mentre da una cassa risuona il ritornello “Ciao, semplicemente ciao”, dal brano Come un pittore dei Modà.


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