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LA RIAPERTURA
Si riaccende il presepe dell’Opera don Ricci: “Da sessant’anni nel cuore dei fermani” (le foto)

FERMO - A precedere il taglio del nastro le parole di Padre Sante: "Ringrazio le consorelle della comunità educativa Artigianelli  che hanno realizzato la tenda d'ingresso dando un tocco di eleganza e raffinatezza e anche di femminilità a questo presepe
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di Simone Corazza

Una grande emozione. Questa mattina alle 10 si sono riaperte le porte di uno dei luoghi a cui i fermani, e non solo,  sono legati da generazioni. Il presepe dell’opera don Ricci, realizzato nel 1959 dai Figli e dalle Ancelle dell’Amore Misericordioso si è riacceso dopo un restauro conservativo che ne ha preservato tutte le sue caratteristiche, adeguandolo però a tutti i criteri di sicurezza per un luogo ad accesso pubblico.

Per oltre 15 anni il portone chiuso alla destra della scalinata della chiesa del Carmine, sotto lo stupendo portale del Monte della Pietà, ha fatto pesare l’assenza di un simbolo che ha unito intere generazioni di fermani: nonni, padri, figli. Questa mattina alle 10 la riapertura che ha visto la presenza di Padre Sante Pessot direttore del centro di Formazione Professionale Artigianelli, anima di questa iniziativa. A benedire il presepe e i tanti cittadini presenti  l’Arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio. Con loro anche il prefetto della provincia di Fermo Vincenza Filippi, il sindaco Paolo Calcinaro,  il presidente della Cassa di Risparmio di Fermo Amedeo Grilli, la sorelle del centro Artigianelli. Tra gli altri anche l’assessore Mauro Torresi, il consigliere comunale delegato al centro storico Luigi Rocchi.

Prefetto Filippi che ha ricordato il suo attaccamento, frutto di una tradizione familiare, al mondo del presepe artistico, grazie alla passione trasmessa dal padre, di origini napoletane. Il sindaco Calcinaro ha evidenziato come la città Fermo si sia riappropriata di un luogo a molti caro. Mons Pennacchio ha ricordato anche quanto importate sia oggi il valore del presepe.

Nonostante siano passati sessant’anni dalla creazione di questo presepe i suoi valori sono rimasti ancora ben solidi: la partecipazione di tutti nella realizzazione di un opera che, oltre al valore artistico, rappresenta la concretezza e la memoria della fede cristiana. Una storia che vive ogni giorno nella nostra quotidianità e alla quale tutti danno il proprio contributo.

A precedere il taglio del nastro le parole di Padre Sante: “Ringrazio le consorelle della comunità educativa Artigianelli  che hanno realizzato la tenda d’ingresso dando un tocco di eleganza e raffinatezza e anche di femminilità a questo presepe. Tutto è stato adeguato alle normative di sicurezza, gli impianti elettrici, i materiali ignifughi,  l’accessibilità interna ai disabili. Ringrazio gli allievi e i docenti dell’Artigianelli, i soci della Cooperativa Naval che hanno ristrutturato questo presepe, scegliendo di mantenere e preservare le strutture, luci e scenografie create  60 anni fa. Vorrei ringraziare anche la Fondazione Carifermo, nelle persone di Alberto Palma e di Amedeo Grilli, che hanno contribuito alla rinascita di quest’opera e che sono sempre molto attenti al territorio. Ringrazio inoltre la congregazione del Figlio dell’Amore Misericordioso che hanno permesso la realizzazione di questo restauro così importante”.

Il presepe sarà visitabile durante la settimana dalle 17 alle 19.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e  dalle 16 alle 19.30. Durante l’orario scolastico però, se il presepe dovesse essere chiuso, è possibile telefonare alla scuola Artigianelli  0734 229956 per chiedere di poterlo visitare.

 

 

 

 

Dopo 15 anni riapre il presepe permanente dell’Opera don Ricci, Padre Sante: “Incredibile emozione, è nel cuore dei fermani”


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