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La legalità dentro e fuori la scuola:
alla scoperta di criminali,
Prefettura e Comune

FERMO - Il progetto presentato dalla dott.ssa Cristina Marinelli (psicologa-psicoterapeuta) e dalla dott.ssa Tatiana Makarena Severini (pedagogista, musicoterapeuta) presso la classe 2° ITB del Montani
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Sensibilizzare gli alunni sui temi della legalità nella scuola e fuori dalla scuola è diventato un obiettivo prioritario. In un’ottica di reale prevenzione la scuola, infatti, deve aiutare gli stessi giovani ad assumersi delle responsabilità; deve ricordare loro che chi cresce ha diritto all’errore, ma anche alla correzione; deve sviluppare in loro la coscienza civile e la convinzione che la legalità sia la via giusta da intraprendere e che, laddove ci sono partecipazione, cittadinanza, diritti, regole, valori condivisi, non ci può essere criminalità. La legalità è un’opportunità in più, per dare senso al loro futuro.

Su questo si è basato il progetto sulla legalità presentato dalla dott.ssa Cristina Marinelli (psicologa-psicoterapeuta) e dalla dott.ssa Tatiana Makarena Severini (pedagogista, musicoterapeuta) presso la classe 2° ITB dell’Istituto Tecnico Montani di Fermo, che ha visto la preziosa collaborazione della preside Margherita Bonanni, del suo vice Emiliano Giorgi ed in particolar modo delle insegnanti Pignatelli e Pennacchietti.

Il progetto ha avuto un ruolo fondamentale nel poter permettere ai ragazzi di raggiungere il concetto di legalità attraverso la musica, il cineforum, la storia dei criminali più famosi a livello internazionale e la visita sul territorio fermano ai luoghi che rappresentano la “legalità” in materia anche minorile, quali la Prefettura ed il Comune di Fermo, con particolare attenzione all’area dei Servizi Sociali ed il loro funzionamento.

La conclusione del progetto ha visto i ragazzi restituire il lavoro svolto tra i banchi, attraverso una presentazione in Power Point con la quale hanno fatto partecipi le famiglie sui loro apprendimenti, enfatizzando quanto la parte emotiva li abbia coinvolti ed abbia poi permesso di conoscere aspetti della legalità che rappresentano uno spaccato di realtà che spesso viene oscurata.

Quello che segue è un articolo scritto dagli stessi ragazzi.

LEGALITÀ TRA I BANCHI DI SCUOLA

Molto spesso è capitato di sentir parlare di Legalità, soprattutto nei principali media televisivi e radiofonici ma le notizie che ci giungono di solito si limitano al solo fatto di cronaca, senza mai entrare nella psicologia specifica dei criminali, cosa che invece abbiamo potuto approfondire noi, i ragazzi del 2° ITB dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Montani” di Fermo, attraverso il progetto “La legalita’ attraverso la musica, i luoghi ed i comportamenti”.

Il progetto, che si è svolto nel periodo di tempo tra ottobre 2019 e gennaio 2020, ha visto la trattazione di due ambiti principali, con lezioni specifiche e incontri ad hoc, tenuti da esperte del settore: la dottoressa Tatiana Makarena Severini e la dottoressa Marinelli Cristina.

In particolare l’esperta Tatiana Severini, sviluppando la parte relativa alla musicoterapia, ci ha aiutati a comprendere i messaggi contenuti nei testi di alcune canzoni, come “Pensa” di Fabrizio Moro e “Talk” dei Coldplay.

Questo primo momento di riflessione ci ha permesso di “aprire la mente al fatto che certe canzoni mandano un messaggio forte e sensibile, in grado farci riflettere sulle difficoltà e gli ostacoli che si possono incontrare lungo il percorso di una vita”.

La dottoressa Marinelli Cristina successivamente, ci ha accompagnati nel tentativo di approfondire e magari capire la psicologia di alcuni serial killer tristemente famosi.

Mentre, attraverso la visione di film come“Mery per sempre” e “Ragazzi fuori”, abbiamo analizzato le possibili motivazioni socio-culturali che potrebbero giustificare una scelta di devianza nei giovani adolescenti che vivono in quartieri considerati “difficili”.

Siamo contenti di aver vissuto e condiviso questa esperienza, pensiamo sia stata davvero utile ai fini delle conoscenze acquisite sul concetto di legalità che ci ha fornito una chiave di lettura nuova, per meglio comprendere realtà adolescenziali diverse dalla nostra.

Vogliamo aggiungere che forse la cosa che ci ha appassionati maggiormente, è stata confrontarci con professioniste del settore, le quali sono riuscite a instaurare un buon rapporto con noi ed a farci appassionare al tema affrontato.




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