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5G, in una moratoria
il ‘no’ di Torre San Patrizio

Pool di sindaci del Fermano
pronto con un’ordinanza

FERMANO – La soddisfazione del sindaco Leoni. Calcinaro: "Per ogni installazione verrà chiesto il parere dell'Asur e non basterà solo quello dell'Arpam". La mobilitazione di Rotoni e Terrenzi, sabato la firma con l'adesione di oltre la metà dei Comuni
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di Andrea Braconi

Torre San Patrizio ha detto no al 5G. Due settimane fa, infatti, il Consiglio comunale ha approvato una moratoria contro questo tipo di tecnologia di “quinta generazione” relativa alla telefonia mobile. “La delibera n.12 del 17 aprile 2020 vieta la sperimentazione nel nostro territorio comunale” conferma il sindaco Luca Leoni.

Una decisione presa nel corso di un assise comunale, svoltasi mantenendo le distanze di sicurezza previste dalla normativa vigente. “La Sala consiliare è abbastanza grande, eravamo in 10 e mancava soltanto un consigliere dell’opposizione bloccato a casa per un infortunio. Anche l’ex sindaco Bellabarba ha votato a favore e c’è stata una sola astensione da parte di una consigliera di minoranza”.

Nove voti su 10 favorevoli, quindi, per rimarcare la massima attenzione alla salute dei cittadini. “Torre San Patrizio ha già alcune attività con un certo impatto ambientale, perciò non possiamo non preoccuparci della tutela dell’ambiente e della nostra comunità. Vista la situazione sul 5G, per la quale non si hanno molti studi scientifici a favore ma invece molti dove si evidenziano le criticità, diamo come atto di indirizzo un parere fortemente contrario alla sua installazione in questo territorio”.

Non una contrarietà a prescindere, rimarca il sindaco, ma la situazione cittadina piuttosto delicata spinge alla cautela. “Lo sviluppo tecnologico è importante, ma bisogna stare attenti e capire le conseguenze prima di installare queste antenne”.

Sullo stesso argomento interviene anche Paolo Calcinaro, sindaco del Comune capoluogo e presidente della Conferenza dei Sindaci. “Stiamo attendendo la legge regionale, al momento c’è un passaggio al Cal (Conferenza delle Autonomie Locali): per ogni installazione verrà chiesto il parere dell’Asur e non basterà solo quello dell’Arpam. È una cosa rafforzante, che dovrebbe dare più garanzie in termini di salute”. Ma l’Amministrazione comunale di Fermo, sottolinea Calcinaro, che dispone di un piano antenne avanzato rispetto ad altri territori, ha intenzione di anticipare i tempi. “Pensiamo a come creare una sorta di blocco, vedremo con quale provvedimento, in attesa che arrivi questa stretta della Regione Marche per evitare che qualcuno possa procedere nel periodo di transizione”.

A mobilitarsi nelle scorse settimane erano stati due sindaci, Marco Rotoni di Servigliano e Alessio Terrenzi di Sant’Elpidio a Mare, che avevano coinvolto i colleghi provinciali nella condivisione di un’ordinanza che, temporaneamente, evitasse l’installazione di antenne 5G. “È una bozza che verrà siglata sabato da un numero importante di Comuni fermani – conferma Rotoni – per cercare di sensibilizzare tutti su questa tematica che interessa cittadini, paesaggio e una serie di asset importanti. È una situazione che ci permette di disciplinare attraverso atti amministrativi una questione cruciale, sincronizzandoli con le disposizioni regionali. Ci fa piacere che oltre la metà dei sindaci abbiamo riposto attenzione al nostro lavoro”.

“Noi abbiamo avviato tutte le procedure per il piano antenne – aggiunge Terrenzi – ed entro l’anno andremo all’approvazione in Consiglio comunale, rallentata dall’emergenza Covid. Ci stiamo avvalendo di un tecnico che ha già lavorato per Fermo e Porto Sant’Elpidio e facendo questo passaggio vogliamo evitare installazioni selvagge a danno della salute dei cittadini”.

In realtà, ad anticipare i tempi nel novembre 2019 era stato il Comune di Ortezzano. “Siamo stati i primi – conferma il sindaco Giusy Scendoni – e ci fa piacere che si stiano mobilitando tutti i Comuni. Ho vietato la sperimentazione nel territori comunale fino a quando non ci sarà più chiarezza sul fatto che questa tecnologia sia dannosa o meno per la salute: gli studi, infatti, sono controversi e dobbiamo aspettare notizie certe. Il fatto che nella nostra provincia si stia andando in questa direzione è una cosa fantastica e vanno ringraziati tutti gli amministratori che hanno aderito”.




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